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Richiesta a Fini:"Sollevare conflitto d'attribuzioni"

Ruby-gate: la maggioranza si lancia all'attacco

Il Pdl si stringe intorno al proprio leader

Ruby-gate: la maggioranza si lancia all'attacco
01/03/2011, 21:03

MILANO - Sul delicato e sempre più compromettente (e pericoloso) Ruby-gate, la maggioranza, attraverso i capigruppo di Pdl e Lega Nord Fabrizio Cicchitto e Marco Reguzzoni, decide di fare quadrato intorno al presidente del Consiglio e di passare al contrattacco. La richiesta avanzata direttamente a Gianfranco Fini è semplice quanto pretenziosa: sollevare il conflitto d'attribuzione tra poteri dello Stato "a tutela delle prerogative della Camera".
La motivazione ufficiale è quella già stranota agli osservatori: decidendo di continuare l'inchiesta sul caso Ruby, i giudici di Milano avrebbero leso le prerogative del tribunale dei Ministri; commettendo una vera e propria "invasione di campo giuridico" e dando "un'interpretazione scorretta" alla disciplina vigente.
La notizia che riguarda il nuovo affondo della maggioranza, è stata diffusa in anteprima dall'Ansa e poi ripresa anche dal Corriere della Sera.  I capigruppo di Pdl, Lega e "Noi Sud", comunque, non si accontentato di richiedere la proclamazione del conflitto d'attribuzione ma si spingono oltre; sostenendo a gran voce "l'assoluta infondatezza ed illogicità dei capi di imputazione".
Nella lettera indirizzata a Fini, dunque, si legge chiaramente che "all'Organismo parlamentare non può essere sottratta una propria autonoma valutazione sulla natura ministeriale o non ministeriale dei reati oggetto di indagine giudiziaria. Né tantomeno ove non condivida la conclusione negativa espressa dal Tribunale dei ministri - la possibilità di sollevare conflitto d'attribuzioni davanti alla Corte costituzionale - assumendo di essere stata menomata per effetto della decisione giudiziaria, della potestà riconosciutale dall'Articolo 96 della Costituzione".
E' evidente che alla maggioranza non vanno per niente giù i pesanti capi d'accusa (consussione e prostituzione minorile ndr) formulati dalla Procura e dal gip di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi. Il lavoro dei magistrati del capoluogo lombardo viene infatti etichettato come "superficiale" e quindi scarsamente credibile.
Eppure, la frenesia con la quale Pdl e Lega Nord tentano di trasferire tutti gli incartamenti ed il relativo giudizio al tribunale dei ministri, lascia trapelare il timore che le toghe milanesi non si siano limitate all'ennesimo buco nell'acqua ma che, al contrario, siano riusciute ad individuare un filone d'indagine che sta creando non poche difficoltà al Premier ed ai suoi fedelissimi.

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di Germano Milite
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