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Eccezioni preliminari? Risponde il pm Boccassini

Rubygate: processo aggiornato al 18 luglio

Quella notte in Questura “un attacco militare”

Rubygate: processo aggiornato al 18 luglio
14/06/2011, 12:06

MILANO - Tutto aggiornato al prossimo 18 luglio per il processo in cui Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile in relazione al caso Ruby. In quella data, i giudici della quarta sezione penale scioglieranno la riserva sulle 16 eccezioni preliminari avanzate dalla difesa del premier. A queste eccezioni, in parte, ha già replicato oggi il pm Ilda Boccassini.
Le indagini della Procura di Milano sul caso Ruby sono state fatte nel rispetto delle regole e della Costituzione: è stata questa la tesi sostenuta dal giudice Boccassini, che, annullando in questo modo quanto sostenuto dai legali del premier, elogia la Procura per il rispetto delle regole impiegato finora, anche nella scelta del rito immediato chiesto “nei tempi dei 90 giorni dall’iscrizione dell’indagato e con l’evidenza della prova”, seguendo per di più l’indirizzo costituzionale sulla base del quale “i processi devono durare poco. Il rito immediato - ha sottolineato il magistrato - ha proprio questa funzione, fare presto, nel rispetto del diritto della difesa”. Diversi sono stati i punti toccati dal magistrato:

“ATTACCO MILITARE” PER LIBERARE RUBY DALLA QUESTURA
La notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando Ruby, secondo l’accusa, fu rilasciata dopo le telefonate di Silvio Berlusconi, in Questura si è verificato “come un attacco militare”, perchè negli uffici di via Fatebenefratelli si presentarono prima la consigliera regionale Nicole Minetti e poi la brasiliana Michelle Conceicao. Il procuratore aggiunto ha affermato che le indagini hanno ricostruito attraverso le celle telefoniche “tutto il tragitto” che ha portato Nicole Minetti in Questura quella notte. Negli uffici di via Fatebenefratelli, dunque, si è verificato “un accerchiamento militare che si è diretto tutto in Questura”.

IL PROCESSO NON VA SPOSTATO, COMPETENTE E’ MILANO
La competenza a indagare sul caso Ruby spettava alla Procura di Milano e, per questo, gli atti non devono essere trasferiti al Tribunale dei Ministri come invocato dalla difesa di Silvio Berlusconi in una delle 16 eccezioni preliminari svolte nelle scorse udienza: il reato di concussione attribuito al premier sarebbe stato effettuato nella qualità di presidente del Consiglio e non con l’abuso della funzione di leader dell’esecutivo. In sostanza, il reato non può qualificarsi come “ministeriale” perchè il presidente del Consiglio non aveva competenza sull’identificazione e sull’affidamento dei minori quando, nella notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010, telefonò in Questura per disporre l’affidamento di Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti.

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di Antonio Formisano
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