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"Occorre maggiore unità sindacale"

Sacconi:"Lo sciopero della Cgil non è esistito"


Sacconi:'Lo sciopero della Cgil non è esistito'
13/03/2010, 14:03

CERNOBBIO (COMO) - E se la politica è in crisi, di sicuro i vecchi e polverosi sindacati non se la passano meglio. Lo sciopero indetto ieri dalla Cgil è stato un fallimento praticamente totale; con un numero di adesioni quasi nullo.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha stigmatizzato così l'iniziativa che si era ripromessa di creare una manifestazione massiccia che garantisse gossi disagi al governo:"Le percentuali di adesione sono state bassissime: lo sciopero non è esistito e questo lo dico non per una forma di compiacimento essendo stato uno sciopero politico contro il governo, quanto per una riflessione che riconduca anche all'unità sindacale".
Sacconi, al termine del forum organizzato dalla Confcommercio di Cernobbio, ha poi fatto qualche considerazione basandosi sulle percentuali d'adesione diffuse dalla stessa Cgil:"Credo che meriti una riflessione il fatto che il primo sindacato organizzi uno sciopero alla vigilia delle elezioni, la prima volta nella storia del Paese. L'adesione è stata bassissima: se Federmeccanica nelle sue imprese associate parla del 14%, significa che nel complesso delle aziende metalmeccaniche, il 90% delle quali è sotto i 10 dipendenti, siamo al livello del 5%. Se nel pubblico impiego, ambito nel quale il lavoro è sicuro, di venerdì si è raggiunto il 10%, significa che lo sciopero non è esistito".
La presunta sinistra italiana vede conosce dunque l'ennesimo pietoso responso al termine della sua "chiamata alle armi e consegna, alla presunta destra, l'occasione d'oro per apparire sicura e beneficiaria di largo consenso. L'iniziativa della Cgil si è infatti innegabilmente rivolta contro i suoi stessi promotori; dando l'illusione che la maggior parte degli italiani fosse vicina alla maggioranza. Eppure la crisi c'è ed i cittadini sono esasperati. Il punto è proprio il ruolo del sindacato, divenuto sempre meno credibile e tollerabile per la maggioranza dei lavoratori. Il futuro delle grandi manifestazioni è oramai affidato al web ed ai movimenti sul serio indipendenti e questo, di sicuro, è uno dei pochi aspetti positivi degli ultimi infausti tempi.
Concludendo, quindi, la pessima riuscita dello sciopero del 12 marzo non deve essere visto come un trionfo della linea di governo ma come un fallimento, l'ultimo, di un'opposizione politica che non convince quasi più nessuno da tempo. L'epoca delle strumentalizzazioni è finita; lo capissero una buona volta i leader del cosiddetto centrosinistra.

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di Germano Milite
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