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Gli accusati dovranno rispondere di bancarotta fraudolenta

Salerno, Crack Cavamarket: 12 ordinanze di custodia cautelare


Salerno, Crack Cavamarket: 12 ordinanze di custodia cautelare
07/06/2011, 09:06

SALERNO, 7 GIU - Sono ad una svolta le indagini del crack del gruppo Cavamarket. Sono dodici le ordinanze di custodia cautelare in regime di arersti domiciliari che sono state eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza di Salerno in merito al crack del gruppo 'Cavamarket-Hdc', operante nel settore della grande distribuzione alimentare. Gli indagati avrebbero distratto dal fallimento del gruppo oltre 300 milioni di euro. Gli arresti disposti dalla Procura di Salerno sono stati eseguiti nel Salernitano e nel Napoletano. Gli indagati sono accusati del reato di bancarotta fraudolenta aggravata dalla notevole entità del danno patrimoniale.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno e della Sezione di Polizia Giudiziaria - aliquota Guardia di Finanza - hanno dato esecuzione a dodici ordinanze applicative di misura cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica, a carico di DELLA MONICA Antonio, D’ANDREA Raffaele, D’ANDREA Salvatore, D’ANDREA Marcello, D’ANDREA Massimo, D’ANDREA Giovanni, D’ANDREA Roberto, D’ANDREA Vincenzo, CAPASSO Raffaele, SENATORE Marco, CAPUTO Rosario e CATONE Castrese, per aver commesso nell’amministrazione delle società “GDS S.r.l.” e “CAVAMARKET S.p.A.” e nella gestione delle altre società del gruppo “CAVAMARKET/HDC”, in concorso tra loro, più fatti di bancarotta fraudolenta, aggravata dalla rilevante entità del danno patrimoniale.

Analogo provvedimento cautelare ha raggiunto, come sopra accennato, CAPUTO Rosario e CATONE Castrese, rispettivamente, presidente del Consiglio di amministrazione e amministratore delegato/consigliere della “2C S.p.A”, con sede in Pastorano (CE), ritenuti entrambi responsabili di aver ricoperto un ruolo di rilievo nella realizzazione del piano criminoso.

Punto fondamentale dell’indagine, che - tra l’altro - ha generato i provvedimenti custodiali de quibus, è la cessione in fitto, da parte della “GDS”, di otto punti vendita di beni alimentari a favore della società “2C S.p.A.” (2 unità locali in Cava de’ Tirreni, una a Scafati, una a Vallo della Lucania, una a Nocera, una ad Ariano Irpino, una a Lione ed una ad Aversa), in data prossima al fallimento e nella piena consapevolezza dello stato di decozione. Gli accertamenti eseguiti hanno dimostrato che nessuna somma è stata mai corrisposta a fronte dei suddetti fitti di azienda.

Sempre in detto contesto la società “2C S.p.A.” assumeva alla sue dipendenze le figure amministrative ed operative della capogruppo “HDC S.p.A.”, acquisendone, in tal modo, il relativo know how ed acquistando tutte le merci residuali della “GDS S.r.l.” ad un prezzo ritenuto non congruo (poiché inferiore al loro valore di bilancio) e, comunque, mai versato dalla società acquirente.
Con medesimo atto ed in modo analogo anche la “CAVAMARKET S.p.A.” ha conferito, mediante dolose operazioni di cessione e locazione, la quasi totalità dei propri punti vendita, con marchio DESPAR (inizialmente trentatré), in favore della “2 C S.p.A.”, senza corrispondere alcun canone. In occasione di siffatte operazioni si è realizzato inoltre, il trasferimento dei contratti di locazione riguardanti gli immobili, di proprietà della “TRADE REAL Estate S.p.A.”, società rientrante nel gruppo “Cavamarket/HDC” (già adibiti a centri commerciali), di tutte le merci e le attrezzature ivi custodite, in assenza di effettivo corrispettivo.
Le complesse indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria - aliquota Guardia di Finanza - hanno consentito di rilevare una serie di operazioni dolose, attuate mediante plurime cessioni di quote di partecipazioni di società, fusioni e scissioni, effettuate prima e durante le procedure fallimentari, in modo da determinare il progressivo svuotamento del patrimonio aziendale, favorendo altre società del Gruppo “Cavamarket/HDC” o, comunque, a questo direttamente o indirettamente riconducibile (al quale si collega la stessa “2C S.p.A”), in modo da sfavorire deliberatamente il ceto creditorio.

Nella fattispecie, la bancarotta fraudolenta si è pertanto concretizzata:
 nella distrazione dei beni sociali, mediante una apparente trasformazione degli assetti aziendali, attuata mediante artificiose operazioni di cessioni di rami di azienda e spin-off, in modo da sottrarli agli effetti del fallimento e delle relative procedure concorsuali (HDC S.p.A, TRADE REAL ESTATE S.p.A., BUILDING S.r.l. e VALUE S.r.l.);
 nella distrazione dell’intero magazzino presente nei punti vendita “GDS S.r.l.” e “Cavamarket S.p.A.”, oggetto di cessione e/o locazione a favore delle “2C S.p.A.”, per circa tre milioni di euro;
 nella distrazione di crediti, pari a circa un milione di euro, acquistati da una società del gruppo “Cavamarket/HDC” (Building S.r.l.) da diversi soggetti economici che vantavano crediti nei confronti della “Cavamarket S.p.A.”, ad un prezzo inferiore al loro reale valore (10% e, tra l’altro, per la quasi totalità mai corrisposto), per poi utilizzarli in compensazione al debito sofferto dalla stessa Building nei confronti del fallimento di quest’ultima società.

Oltre ai predetti soggetti raggiunti dalle misure restrittive della libertà personale, risultano indagati altre cinque soggetti (ESPOSITO Giuseppe, FUSCO Francesco, CAPASSO Giovanfrancesco, APICELLA Maria Immacolata e STABILE Lucio) che si sono prestati ad acquistare fittiziamente quote societarie, senza corrispondere alcuna somma di danaro, continuando a lasciare in tal modo ai dominus la gestione delle società solo apparentemente cedute, al solo fine di distrarne i relativi beni, in epoca successiva alle sentenze dichiarative di fallimento della “Cavamarket S.p.A.” e “GDS S.r.l.” e nella piena consapevolezza dello stato di insolvenza in cui versavano altre società del Gruppo.

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di Redazione
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