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Salerno: maxi frode fiscale scoperta da Guardia di Finanza


Salerno: maxi frode fiscale scoperta da Guardia di Finanza
10/12/2009, 09:12


SALERNO - Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito, nei giorni scorsi, un’ordinanza di sequestro per equivalente di beni immobili, quote societarie ed assicurazioni, del valore complessivo di 400.000 euro, nei confronti di due commercianti indagati per il reato di frode fiscale, che – per i fatti contestati – sono stati, peraltro, raggiunti dalla misura cautelare dell’interdizione a svolgere attività imprenditoriali.
I finanzieri, come si ricorderà, nello scorso mese di novembre, avevano portato a termine una brillante operazione che si era conclusa con la ricostruzione di una filiera di approvvigionamento e commercializzazione di imballaggi in legno di dubbia provenienza e che aveva – in particolare – portato alla luce l’esistenza di un fiorente “mercato nero” di pallets, nei pressi delle zone industriali e dei caselli autostradali dell’intera regione, spesso reclamizzato mediante l’apposizione in corrispondenza dei più trafficati svincoli di rudimentali insegne pubblicitarie.
L’attività di controllo condotta dalle Fiamme Gialle aveva consentito il recupero di oltre 13 milioni di euro di I.V.A. non versata nelle casse dell’Erario e la tassazione di oltre 40 milioni di euro di ricavi conseguiti “a nero” (32 dei quali coperti con l’emissione di fatture soggettivamente false).
Al termine della complessa indagine, i finanzieri, sfruttando uno degli strumenti di maggiore deterrenza, recentemente, introdotti dal legislatore in materia di evasione fiscale, hanno proposto alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (SA) l’adozione di un provvedimento di sequestro dei patrimoni degli indagati, finalizzato alla successiva “confisca per equivalente”. Il provvedimento di sequestro, adottato dal locale G.I.P., consentirà in altre parole di confiscare beni nella disponibilità degli imprenditori, resisi responsabili del reato di frode fiscale, assicurando alle casse dello Stato introiti almeno in parte corrispondenti alle imposte evase.
Lo schema di frode congegnato, che aveva consentito ai due operatori economici di conseguire un ingentissimo risparmio d’imposta e di piazzare i bancali in legno ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, ha suscitato proprio per gli effetti distorsivi generati sulle dinamiche di mercato l’attenzione dei massimi organi istituzionali.

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di Redazione
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