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Salerno, sequestrata dai carabinieri del NOE discarica abusiva


Salerno, sequestrata dai carabinieri del NOE discarica abusiva
10/09/2011, 12:09

I Carabinieri del NOE di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, unitamente al personale del coordinamento provinciale guardie giurate del WWF, guidato dal dott. Alfonso Albero, hanno apposto i sigilli di sequestro ad una vasta area aziendale a servizio di una società pubblica del comune di Salerno che si occupa della gestione del servizio acquedottistico.

L’attività è giunta a conclusione di una specifica pianificazione di indagine avviata dai Carabinieri del N.O.E. in collaborazione con le guardie del WWF che hanno rapportato l’intero operato ai magistrati della sezione reati ambientali della Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno.

In particolare, i Carabinieri dello speciale reparto a Tutela dell’Ambiente ed il personale del WWF nel corso del controllo eseguito alla località fuorni di Salerno, presso la sede operativa della società a partecipazione pubblica, hanno accertato che una parte dell’area era impiegata per il deposito di rifiuti speciali non pericolosi prodotti dalle attività di manutenzione della rete idrica eseguite sul territorio comunale dalla medesima azienda; in particolare è stata rilevata la presenza di consistenti cumuli di terre e rocce da scavo frammiste a frammenti di asfalto, cemento, legno, plastica, ferro, gomma e rifiuti vari di demolizione costituenti “rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione” per una quantità approssimativa di 700 mc circa, depositati alla rinfusa direttamente sulla pavimentazione senza alcuna copertura e completamente esposti agli agenti atmosferici; la pavimentazione interessata a tale deposito è risultata dotata di una griglia di raccolta delle acque meteoriche e di dilavamento che, però, senza essere sottoposte ad alcuna forma di depurazione, venivano scaricate nella fognatura pubblica. E’ stata inoltre constatata la presenza di alcuni piccoli cumuli di residui di rifiuti di “imballaggi in plastica” parzialmente inceneriti, nonché mucchi di cenere residuante dalla combustione degli stessi. Su un’altra adiacente area della superficie di circa 1.000 mq, anch’essa pavimentata in bitume, è stato osservato un ammasso di terre e rocce da scavo frammiste a frammenti di asfalto, cemento, legno, plastica, ferro, gomma e rifiuti vari di demolizione per una quantità approssimativa di 800 mc circa, opportunamente “abbancati”, senza alcuna copertura e completamente esposti agli agenti atmosferici; tale porzione di area non è risultata provvista di alcun sistema di raccolta e/o regimentazione delle acque meteoriche e di dilavamento che così, per pendenza naturale, si scaricavano sull’adiacente strada comunale.
Si è pertanto proceduto al sequestro di un’area per complessivi 2.000 mq circa interessata allo stoccaggio complessivo di 1.500 mc/tonnellate circa di rifiuti speciali non pericolosi, ed alla contestuale denuncia in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria del legale rappresentante della società per tutte le violazioni penali emerse nel corso del controllo; difatti in relazione a quanto accertato e relativamente alla presenza di notevoli quantità di rifiuti speciali non pericolosi, 1.500 ton/mc circa, rinvenuti sulle due aree adiacenti per una superficie complessiva di circa 2.000 mq, depositati alla rinfusa su pavimentazione in parte dotata di una griglia di raccolta delle acque meteoriche e di dilavamento che, però, senza essere sottoposte ad alcuna forma di depurazione, vengono scaricate nella fognatura pubblica e, in parte, sprovvista di alcun sistema di raccolta delle acque meteoriche e di dilavamento, si ritiene configurarsi un ‘deposito incontrollato’ di rifiuti così concretizzando la violazione di cui all’art.256/2° del D. L.vo 152/2006 (Codice dell’Ambiente).
Inoltre, in relazione alla presenza dei ridotti cumuli di residui di rifiuti di imballaggi parzialmente inceneriti, nonché dei mucchi di cenere residuante dalla combustione degli stessi si ritiene concretizzarsi anche la violazione di cui all’art.256/1° del D. L.vo 152/2006, per aver effettuato e/o aver consentito che venissero effettuate attività di smaltimento (e precisamente operazione di ‘incenerimento a terra) di rifiuti di “imballaggi in plastica” in assenza della prescritta iscrizione e/o autorizzazione.

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di Redazione
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