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In Parlamento anche l'ipotesi di una rettifica più forte

Sallusti ai domiciliari. Napolitano incontra ministro Severino

Berlusconi: "Un'altra pagina di giustizia negata"

Sallusti ai domiciliari. Napolitano incontra ministro Severino
02/12/2012, 21:08

Mentre il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti trascorre la sua prima giornata ai domiciliari dopo l'evasione e l'arresto nella sede della redazione sabato mattina, del caso si sta interessando direttamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha parlato con il ministro della Giustizia Paola Severino della vicenda Sallusti, arrestato con l'accusa di diffamazione a mezzo stampa. "Il presidente Napolitano sta esaminando ogni aspetto della complessa vicenda Sallusti e considera tutte le ipotesi del caso, particolarmente complesso, che richiede responsabilità da parte di tutti" scrive su Twitter il portavoce del Capo dello Stato, Pasquale cascella. Giornali ed esponenti politici da giorni chiedono un intervento di Napolitano. Anche l'ex premier Silvio Berlusconi è intervenuto, parlando di "un'altra pagina di giustizia negata. Da tempo sostengo l'improrogabile necessità della riforma della giustizia a garanzia del più fondamentale diritto di libertà. L'incredibile vicenda di Sallusti non fa che riaffermare l'assoluta necessità ed urgenza di tale riforma". Berlusconi ha sottolineato in particolar modo la necessità di trovare al più presto "una soluzione adeguata che contemperi l'inalienabile diritto di opinione e di informazione con l'altrettanto inalienabile diritto a non vedere lese la propria privacy e la propria onorabilità".
Intanto, è filtrata qualche indiscrezione dal colloquio tra il presidente della Repubblica Napolitano e il ministro della Giustizia Severino. "Ho visto una grande difficoltà del Parlamento nel misurare due aspetti del problema. Da parte il diritto-dovere del giornalista di informare anche su fatti che possono incidere sulla reputazione di una persona, dall'altra il diritto della vittima di ottenere il ristoro della propria immagine se la sua reputazione viene lesa con notizie false o in maniera aggressiva" ha ragionato il ministro Severino, che auspica si trovi in Parlamento un equilibrio tra questi due delicati diritti.
Il ministro della Giustizia ha precisato che in Parlamento è al vaglio anche una proposta dell'avvocato Caterina Malavenda: "eliminare la sanzione detentiva per questo tipo di reati prevede un rafforzamento del sistema della rettifica. Se fatta nello stesso spazio, con gli stessi caratteri e senza commento ha effetto risolutivo. Da una parte rimette a posto i diritti della vittima dell'offesa e ristora l'immagine della vittima, dall'altra parte consente anche la non celebrazione del processo. Se si mettessero insieme le idee di un'esclusione del carcere e di una rettifica più forte si otterrebbero risultati estremamente più efficaci".

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di Emanuele De Lucia
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