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Il Pd ha denunciato il direttore del Giornale

Sallusti-show a Linea Notte: tante banalità e una querela


Sallusti-show a Linea Notte: tante banalità e una querela
03/09/2011, 15:09

ROMA - Sempre più giù Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale, di proprietà di Paolo Berlusconi. L'ultimo episodio è stato giovedì sera, a LInea Notte, su RaiTre.
Come si può notare dal filmato preso da Youtube, ce n'è per tutti i gusti.
Si inizia con l'accusare l'ex Ministro Vincenzo Visco e il conduttore Tv Michele Santoro di - orrore! - aver usufruito di uno dei condoni edilizi varati dal governo Berlusconi nel 2003. Per poi passare ad una affermazione grave: "Io non so se il Pd e Penati hanno pagato le tasse sulle tangenti che hanno preso a Sesto San Giovanni. Berlusconi invece non ha mai preso una tangente". Per questa frase il Pd ha preannunciato querela contro il giornalista. E c'è da fare una precisazione: vero che Berlusconi non ha mai preso una tangente; in compenso ne ha pagate molte, come dimostrano gli atti della Procura di Milano (negli anni '90 vennero trovati oltre 23 miliardi che erano passati dai conti off shore della Fininvest ai conti svizzeri di Bettino Craxi, per la legge Mammì) e come disse lo stesso Berlusconi quando, volendo parlar male della politica e dei politici, disse che lui, da costruttore, dveva andare "dall'assessore di turno con i soldi in bocca". E questa, in termini legali, si chiama corruzione; quei soldi sono una tangente.
Poi, parlando delle intercettazioni fatte nella vicenda Tarantini, ha cominciato ad insultare i giudici, chiamandoli "magistrati di merda", ed accusandoli di agire nell'illegalità, perchè sostiene che la telefonata non ha nessun rilievo penale (già: un estorsore parla con la persona a cui sta estorcendo denaro - nell'ottica dei Pm - e questo non conta? ndr) e che la Procura di Napoli non ha nessun diritto di indagare sulla vicenda Tarantini, in quanto l'eventuale reato riguarderebbe Bari, Roma e Milano. Peccato che la prima fase di indagine può essere fatta da qualunque Procura. Solo quando è accertata la situazione c'è il passaggio alla Procura competente (che probabilmente in questo caso è Milano, con grande costernazione del premier).
Ma diventa divertente quando l'altro ospite, il direttore del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro, gli chiede: "Ma tu ci credi che lui ha pagato quei soldi (500 mila euro più 20 mila euro al mese più altre somme, ndr) per beneficenza?". E Sallusti: "Certo che ci credo, fino a prova contraria". Se era sincero, è l'unico in Italia.
Ma il tutto è frutto di una disonestà intellettuale, dimostrata da un fatto: all'inizio dice che "Penato e il Pd hanno preso le tangenti a Sesto San Giovanni", quando quella è una indagine dove allo stato non ci sono neanche le prove (ad oggi, ci sono solo le dichiarazioni di alcuni imprenditori, che vanno verificate); poi dice, parlando dei soldi che Berlusconi versava a Tarantini, che in un processo "le cose sono chiare solo dopo il terzo grado di giudizio". Un doppiopesismo spinto.
Insomma, una serie di frasi ed un comportamento troppo servile non per un giornalista - cosa già grave - ma per qualsiasi essere umano degno di questo nome.

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di Antonio Rispoli
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