Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Salute: quando l'occhio piange senza motivo


Salute: quando l'occhio piange senza motivo
09/10/2010, 12:10


FIRENZE - Occhi che lacrimano in continuazione, causando non solo un disagio a chi ne soffre, ma anche infezioni e problemi oculari di una certa gravità. Capita quando si chiude, per motivi non ancora chiariti, il condotto che collega occhi e naso. Fino a qualche anno fa, per risolvere il problema l'unica soluzione era chirurgica, parecchio invasiva e con scarse possibilità di successo: oggi esiste invece un'alternativa mini-invasiva, efficace al 90%, che in 30 minuti riapre il sacco lacrimale, risolvendo il disturbo. L'intervento, ancora poco praticato, viene presentato da Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico, al primo convegno Sicop (Società italiana di chirurgia oftalmoplastica), in programma oggi a Firenze. «I nostri occhi producono continuamente delle lacrime, ma normalmente non ce ne accorgiamo perché "scorrono" nel naso dove vengono assorbite -afferma Francesco Bernardini-. A volte, soprattutto tra le donne con più di 40 anni, capita che il canale si chiuda causando una fastidiosa iperlacrimazione, chiamata in termini medici epifora, che costringe le persone affette ad asciugarsi gli occhi e le guance molte volte al giorno. I colliri possono dare un sollievo temporaneo, ma non sono risolutivi: a lungo andare, il ristagno del liquido lacrimale causa molto spesso infezioni croniche e, più raramente, episodi acuti di ascesso del sacco lacrimale». Per ottenere un risultato risolutivo, è necessario ricorrere alla chirurgia. «La "vecchia" scuola proponeva un intervento, peraltro messo a punto da italiani, che era piuttosto invasivo: si eseguiva un'operazione di chirurgia generale, in cui erano necessarie sacche di emotrasfusione perché si perdeva molto sangue, e la percentuale di successo era appena del 50%. Di sicuro c'era solo il dolore, non la riuscita e per questo molti medici lo sconsigliavano», afferma Bernardini. «Oggi l'intervento si è modernizzato, diventando mini-invasivo e con una percentuale di successo superiore al 90%. Viene eseguito in 30 minuti in regime di day hospital, non si perde sangue, non ci sono dolori e non restano cicatrici. Il sacco lacrimale viene riaperto e le lacrime riprendono a scorrere nel naso, risolvendo il disturbo». Nonostante questa alternativa, ancora oggi molti pazienti sono sottoposti a interventi non accurati o non efficaci: capita, ad esempio, che venga asportato il sacco lacrimale, causando una iperlacrimazione permanente. Per questo è importante rivolgersi sempre ad oculisti specialisti in chirurgia oculoplastica, che oggi possono offrire risultati efficaci e duraturi anche nei casi più difficili. «Un caso particolare di ricostruzione delle vie lacrimali viene eseguito anche in condizioni di atresia completa dei canalini lacrimali con impianto di un tubo di vetro (tubo di Jones) che viene posizionato endoscopicamente e che permette di offrire una soluzione anche ai casi considerati, fino a poco tempo fa, intrattabili» conclude Bernardini.

I DATI
Uno degli studi più recenti e completi sull'ostruzione delle vie lacrimali è quello realizzato dalla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, che ha considerato un campione di 100mila abitanti di Olmsted County, Minnesota, dai 5 anni in su, dal 1976 al 2000. L'incidenza rilevata è di 30 casi ogni 100.000 abitanti, che diventa di 100 casi ogni 100mila abitanti se si considera solo la popolazione over 50. Le più colpite sono le donne sopra i 66 anni, con un'incidenza maggiore del 73%. Un altro dato che emerge è la tendenza dell'ostruzione delle vie lacrimali ad aumentare negli anni recenti con un'incidenza più elevata tra il 1996 e il 2000, rispetto agli anni compresi tra il 1976 e il 1979. Lo studio conclude affermando che, verosimilmente, questo trend potrebbe continuare. Le cause non sono state ancora determinate.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©