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Iacolino (Ppe): "Servono azioni concrete"

Salvati 200 migranti nel Canale di Sicilia

A un mese dalla strage a Lampedusa la situazione è in stallo

Salvati 200 migranti nel Canale di Sicilia
03/11/2013, 15:09

Stamattina l’unità anfibia San Marc della Marina militare ha localizzato nel canale di Sicilia, a sud dell’isola di Lampedusa, un’imbarcazione di 12 metri con a bordo 200 persone: 158 uomini, 21 donne e 21 bambini. In breve tempo, non appena sono state constatate le precarie condizioni di sicurezza e il pericolo per la vita delle persone a bordo dell’imbarcazione, il comandante dell’unità anfibia San Marco ha dichiarato lo stato di emergenza e ha dato inizio alle operazioni di recupero dei migranti.

Salvatore Iacolino, eurodeputato del Ppe, è intervenuto sulla questione, lamentando una situazione di stallo. “A un mese dalla strage di Lampedusa – sbotta l’europarlamentare –, la Commissione Europea e gli Stati membri non hanno messo in campo azioni concrete per fronteggiare l’emergenza, tutt’altro che conclusa, degli sbarchi nel canale di Sicilia. Eccetto la Slovenia, che sta collaborando con l’Italia nell’operazione ‘Mare Nostrum’, il salvataggio e l’accoglienza dei migranti è tutto sulle spalle degli Stati membri rivieraschi. La task force formata da Commissione Europea, Europol, Frontex, Servizio per l’azione esterna della Ue esiste solo sulla carta. Mancano infatti mezzi, energie e risorse economiche. Così come è stata finora disattesa la risoluzione congiunta approvata dal Parlamento europeo in materia di immigrazione. La politica degli annunci deve lasciare spazio ai fatti, altrimenti un pezzo d’Europa sarà sempre più lontana dal popolo europeo”.

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di Vanessa Ioannou
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