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"Salviamo il sito reale di Carditello"


'Salviamo il sito reale di Carditello'
22/09/2009, 10:09


Nei giorni di sabato 26 e domenica 27 settembre 2009, dalle ore 10.00 alle 14.00, grazie alla disponibilità del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, l’Associazione Onlus “Siti Reali”, l’Associazione Italia Nostra di Caserta e la Soprintendenza BAP di Benevento e Caserta promuovono una nuova apertura del Sito Reale di Carditello a San Tammaro (CE).
L’iniziativa, organizzata in occasione delle Giornate Europee del patrimonio, si propone di richiamare nuovamente l’attenzione e sensibilizzare la pubblica opinione, le istituzioni e gli operatori del territorio al fine di strappare al degrado e all’abbandono una delle più importanti residenze reali europee del Settecento.
In occasione di tale apertura, il Comitato Promotore ha invitato sia singoli che enti, istituzioni, associazioni, fondazioni, imprese e simili a sostenere l’iniziativa programmata attraverso la sottoscrizione del manifesto-appello (pubblicato su facebook e consultabile sul sito carditello.wordpress.com) che ha ricevuto già più di trecento adesioni. Il monumento borbonico, infatti, attende dal 2007 di essere acquisito al patrimonio della Regione Campania, secondo quanto stabilito dalla Legge finanziaria n. 1 del 19 gennaio 2007.
La manifestazione, ad ingresso libero, sarà accompagnata dall’esposizione di documenti audiovisivi e vi sarà, inoltre, la possibilità di visitare gli appartamenti nobili della Reggia, riscoprendo il progetto dell’Architetto COLLECINI, allievo del VANVITELLI e gli affreschi danneggiati del pittore di corte Jakob Philipp HACKERT.
La residenza borbonica, sorta nel 1787 per volere di Ferdinando IV su un’idea del padre Carlo di Borbone, con la precisa intenzione di impiantarvi un’azienda agricola per l’allevamento di pregiate razze equine e la produzione di prodotti caseari ottenuti in loco, rappresenta un alto esempio di sintesi tra funzioni residenziali e funzioni produttive. L’architetto Collecini, infatti, riuscì ad integrare perfettamente i due aspetti prevedendo oltre che un casino reale di due livelli sormontato da una loggia terrazza, anche dei corpi di fabbrica laterali, lunghi e bassi, destinati alle scuderie, all’allevamento e alla lavorazione dei prodotti caseari, tra cui la rinomata mozzarella di bufala.

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di Redazione
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