Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ma la Ong si rifiuta: non è un porto sicuro

Salvini: "La Sea Watch deve sbarcare i naufraghi in Libia"


Salvini: 'La Sea Watch deve sbarcare i naufraghi in Libia'
13/06/2019, 16:04

MAR MEDITERRANEO - Evoluzione ridicola della situazione della Sea Watch. La quale, dopo aver salvato 53 naufraghi, si è sentita dire dal governo libico che deve sbarcarli a Tripoli. Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha insistito: "La nave illegale, dopo aver imbarcato 52 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorità libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto più vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente". Ovviamente la nave illegale (terminologia per cui Salvini verrà querelato per diffamazione dalla Ong, come è stato annunciato) sarebbe la Sea Watch. Si vede che per Salvini è illegale alvare le persone dalla morte. 

Del resto la Ong tedesca ha risposto: "La Seawatch non sbarcherà i naufraghi in Libia. Tripoli non è un porto sicuro. Riportare coattivamente le persone soccorse in un Paese in guerra, farle imprigionare e torturare è un crimine. E' vergognoso che l'Italia promuova queste atrocità e che i governi UE ne siano complici". E infatti, anche se non è stato confermato, sembra che la Sea Watch abbia fatto rotta a nord, per arrivare a Lampedusa. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©