Cronaca / Giudiziaria

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Arrestato il vicepresidente del consiglio comunale di Roma

Samuele Piccolo, "Mister Preferenze" ai domiciliari

E' il "delfino" di Alemanno, ora sospeso dal Pdl

Samuele Piccolo, 'Mister Preferenze' ai domiciliari
13/07/2012, 20:07

ROMA - La veloce parabola politica del vicepresidente del consiglio comunale di Roma Samuele Piccolo, classe '81, finisce agli arresti domiciliari. L'accusa è di quelle grosse: associazione a delinquere, finanziamento illecito ai partiti e appropriazione indebita. Una vicenda che lo vedrebbe coinvolto insieme ad alcuni familiari, al padre Raffaele, al fratello Massimiliano considerato dalla Procura il ''capo, organizzatore e promotore'' dell'associazione a delinquere. Trema la maggioranza guidata da Gianni Alemanno: il Pdl ha sospeso il giovane politico ''fino a che non sara' concluso l'iter giudiziario che lo riguarda'', spiegano il deputato e coodinatore Pdl del Lazio, Vincenzo Piso, e Gianni Sammarco, deputato e coordinatore del Pdl di Roma.


CAMPAGNA ELETTORALE E SPESE PAZZE - In base all'impianto accusatorio, i sette destinatari di custodia cautelare attraverso una serie di societa' avrebbero creato finti crediti Iva e dirottati i fondi drenati al fisco all'attivita' politica del vicepresidente del consiglio comunale. E questa mattina anche l'ufficio in Campidoglio del consigliere comunale Pdl e' stato perquisito, mentre la Guardia di finanza avrebbe acquisito carte e documenti. Al vice presidente del Consiglio capitolino vengono contestati tre diversi episodi di finanziamento illecito con riferimento all'ultima campagna elettorale e poi cene elettorali e l'organizzazione dei call center per il cui allestimento sarebbero stati sottratti al fisco 122mila euro.

LA CARRIERA - Il giovane,  stanco della politica, dalle pagine di Facebook e non solo, fino a qualche giorno fa rilanciava la propria passione per la “cosa pubblica” con lo slogan: "Non più cittadini al servizio della politica, ma la politica al servizio dei cittadini". L'ascesa capitolina di Piccolo inizia a sorpresa nel 2006: praticamente sconosciuto si candida in quota An pur senza mai essere stato militante del partito. Ma ottiene una marea di voti, oltre 8mila, che  lo portano a far parte dell’assemblea capitolina. Piccolo, vicino agli ambienti dell'Opus Dei, continua ad inserirsi nell'ingranaggio politico. Due anni più tardi lo stesso Alemanno, dopo essere stato suo testimone di nozze, lo premia con un boom di preferenze: 12mila. Tanto da diventare, per tutti, "Mister Preferenze". Sempre grazie ad Alemanno, diventa vicepresidente del Consiglio con delega alla sicurezza.  Fino ad oggi.
 

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di Gaia Bozza
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