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Due persone arrestate nel corso del blitz della polizia

San Giorgio: trovate cinque bombe in uno stabile disabitato


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San Giorgio: trovate cinque bombe in uno stabile disabitato
01/07/2010, 16:07

SAN GIORGIO A CREMANO – Un vero e proprio arsenale rinvenuto al primo piano di un palazzo disabitato a San Giorgio a Cremano.
Gli agenti del locale commissariato di polizia hanno scoperto cinque bombe da guerra di fabbricazione slava, contenute in contenitori di metallo. Delle micidiali armi di morte, in perfetto stato di conservazione, con le quali, probabilmente, la criminalità organizzata si preparava a compiere degli attentati, forse ai danni degli imprenditori locali che si rifiutano di pagare il pizzo.
Il blitz delle forze dell’ordine, è scattato alla periferia della città, in via Mario Zinno, zona al confine con Napoli.
Nel corso dell’operazione, i poliziotti hanno fermato due persone, indagate per munizionamento da guerra e possesso di materiale per il taglio e il confezionamento della droga. Si tratta di Massimo De Luca, 37enne pregiudicato, conosciuto come “Massimo ‘o cinese” e ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Vollaro, e della convivente, Maria Cozzolino, 32 anni, ex moglie di Bernardo De Crescenzo, legato al clan Iacomino-Birra e attualmente in carcere.
Dall’appartamento di De Luca, tramite una scala di legno, si poteva accedere al terrazzo dello stabile disabitato dove sono state ritrovate le cinque bombe. Armi definite “potenzialmente devastanti” dagli investigatori che seguono il caso e che, al momento, escludono che gli ordigni possano appartenere al 37enne finito in manette. Tuttavia sono in corso accertamenti per capire se il pregiudicato le custodisse per conto di qualcun altro.
Durante la perquisizione dell’appartamento della coppia, gli agenti di polizia, hanno trovato 10 proiettili calibro 9 e materiale da taglio utilizzato per confezionare la droga.
Sul posto è intervenuta anche la scientifica per effettuare ulteriori rilievi per tentare di risalire ai proprietari dell’arsenale.
Il ritrovamento delle cinque bombe è un segnale pericoloso: la criminalità organizzata locale, insomma, sembrerebbe pronta a combattere la sua battaglia contro lo Stato e la legalità senza scrupoli, utilizzando armi devastanti. Nonostante, dunque, negli ultimi mesi le forze dell’ordine abbiano messo a segno delle operazioni importanti, riuscendo, in parte, a smantellare molti clan operanti sul territorio vesuviano, la presenza della camorra in quest’area si fa ancora sentire con forza. E’ necessario quindi che l’attenzione rimanga, più che mai, alta.

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di Elisa Scarfogliero
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