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A causa di questo crac politici preoccupati

San Raffaele: via libera alla commissione d’inchiesta


San Raffaele: via libera alla commissione d’inchiesta
14/12/2011, 19:12

MILANO - L’ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, in seguito alla richiesta di un terzo dei Consiglieri Regionali ha dato il via libera - ai sensi dell'articolo 19 dello Statuto d'Autonomia della Lombardia - all'istituzione di una Commissione di inchiesta in merito alla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor. Lo annuncia in una nota il Consiglio regionale lombardo. "L'Ufficio di Presidenza - commenta il Presidente del Consiglio regionale Davide Boni - ai sensi di quanto stabilito dallo Statuto, ha istituito una Commissione di inchiesta su richiesta motivata di un terzo dei componenti del Consiglio regionale. Ho quindi provveduto in data odierna a scrivere ai Presidenti dei Gruppi consiliari invitandoli a designare i propri rappresentati entro dieci giorni". La Commissione durerà sei mesi a partire dall’ insediamento – si legge nella nota- e sarà composta da 11 membri. Inoltre,sarà preseduta da un rappresentante della minoranza, eletto nella prima seduta.
A causa di questa inchiesta sulla bancarotta dell'ospedale San Raffaele e in particolar modo il troncone relativo alla destinazione dei fondi neri ha fatto aumentare la preoccupazione per possibili guai giudiziari negli ambienti politici. Recentemente infatti è diverse persone, che attraverso legali di fiducia, hanno presentato richiesta formale alla procura della Repubblica di Milano per sapere se il loro nome sia presente nel registro degli indagati, come consente l'articolo 335 del codice di procedura penale fatta eccezione per i procedimenti riguardanti mafia e terrorismo. Ma c'è anche chi si è limitato - sempre attraverso un avvocato - a chiederlo in via informale ai pm e tra questi c'è un ex ministro della Repubblica.
L'ex ministro stando a quanto si apprende non risulta indagato come non risultano - almeno per adesso - iscrizioni nell'apposito registro di esponenti politici o di pubblici ufficiali con l'accusa di aver incassato una parte dei milioni di fondi neri costituiti da amministratori dell'ospedale, con la complicità di intermediari e fornitori che provvedevano a retrocedere via Svizzera un po' dei soldi che avevano incassato. In procura intanto si mostrano fiduciosi in vista delle risposte alle numerose richieste di assistenza giudiziaria all'estero formulate con le rogatorie in diversi paesi utilizzati dagli indagati.

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di Erika Noschese
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