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"Sono stata tradita dalla giustizia"

Sandra Lonardo:"E' stato un Natale non Natale"


Sandra Lonardo:'E' stato un Natale non Natale'
14/01/2010, 21:01

BENEVENTO - Sono cariche di delusione e di un pizzico di rabbia le dichiarazioni post-festive di Sandra Lonardo; moglie del più conosciuto Clemente Mastella e presidente del Consiglio regionale della Campania.
Nell'intervista esclusiva rilasciata a Samuele Ciambrello, lady Mastella comincia con toni dimessi e addolorati:"È stato un Natale diverso, un Natale non Natale. Mi è mancata la mia casa, mi è mancata la mia gente"
Un esilio vero e proprio che ha ridotto la donna in uno "stato di angoscia" dal quale non sembra poter uscire agevolmente. Riguardo l'inchiesta-scandalo che l'ha travolta; cambiandole (rovinandole) la vita, la Lonardo usa parole decise:"Voglio ricordare ai cittadini campani che non ho nessuna imputazione a mio carico, non c'è una intercettazione mia. Mi sento tradita dal sistema giustizia italiano. Se le raccomandazioni fossero reato, l'Italia intera e non soltanto i politici, la società civile tutta dovrebbe andare in galera".
Una filosofia da mal comune mezzo gaudio che di sicuro potrà convincere poco ma che, al contempo, fa purtroppo parte di un sistema paese che è corrotto fino al midollo e le cui colpe non possono ricadere nella loro schiacciante totalità su di un'unica persona. Il vizietto del "mi raccomando" che, come precisa la presidente, "non è una minaccia con una pistola alla tempia ma la richiesta di un occhio particolare" è purtroppo capillarmente diffuso in tutte le alte sfere di potere in una nazione che, come l'Italia, fonda il 90% del sistema impiegatizio pubblico sugli "amici", "gli amici degli amici", i "favori" e gli "a buon rendere".
La riflessione da farsi è in effetti molto semplice: non ci sono al momento persone in grado di scagliare la prima pietra ma, una mole considerevole di massi, è stata comunque scagliata verso un unico personaggio politico. Colpevole di un atteggiamento sicuramente molto poco condivisibile ma così diffuso da esser diventato una deprimente consuetudine? E allora? Cosa fare? Giustificare la Lonardo e tutti gli altri "raccomandatori" coinvolti nella vicenda Arpac perchè "così fan tutti"? Assolutamente no...ma provvedere a rendere la vita impossibile anche a quei "tutti" che così fanno. Fattibile? Risulta difficile...E quindi? A buon intenditor non occerranno altre parole...

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di Germano Milite
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