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Sanità, dipendenti in rivolta. Ma chi pensa ai creditori?

Stato di agitazione negli ospedali campani

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Sanità, dipendenti in rivolta. Ma chi pensa ai creditori?
31/07/2013, 12:46

NAPOLI - La tensione sociale annunciata da Stefano Caldoro nei giorni scorsi non tarda ad arrivare. Si parte dalla sanità. Ovvero quel comparto di cui lo stesso governatore si vanta di aver risanato. Ma le cose non stanno proprio così, ed ecco che arriva la rivolta per problemi che quindi la stessa amministrazione campana non ha saputo risolvere. I dipendenti della Asl Na1 fremono per il mancato stipendio. Sono in stato di agitazione perché non hanno visto ancora l’accredito sul conto corrente. Minacciano di non prendere servizio: gli ospedali Loreto Mare , il San Paolo e il San Giovanni Bosco sono in rivolta. Il problema è che le banche hanno bloccato i fondi, dopo la sentenza della Corte di Cassazione che consentirebbe il pignoramento dei fondi delle Aziende sanitarie locali. Ed ecco che dal governo, per intercessione di Caldoro si prospetta una soluzione. Una pezza a colori: attraverso un emendamento al decreto del fare presentato dal senatore Lucio Barani, si salveranno gli stipendi dei dipendenti. Ma non è così che si evita la tensione sociale. Si perché il governatore Caldoro sa bene che una volta salvati gli stipendi dei dipendenti delle Asl, c’è sempre da risolvere lo spinoso problema dei creditori, ovvero di tutte quelle aziende che vantano migliaia di euro nei confronti della pubblica amministrazione per lavori eseguiti ormai da anni. La tensione sociale prospettata da Caldoro in Campania potrebbe prendere piede proprio dagli imprenditori che aspettando di essere pagati, e che intanto sono costretti a licenziare per mancanza di liquidità e spesso sono costretti a chiudere. E’ arrivato il momento di pensare anche al loro futuro. 

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di Redazione
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