Cronaca / Sanità

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La legge doveva essere votata oggi

Sanità, rinviato via libera a registro protesi seno

Il ddl vieta interventi di chirurgia plastica sui minori

Sanità, rinviato via libera a registro protesi seno
19/04/2012, 16:04

Il Registro Nazionale degli impianti di protesi mammarie deve ancora aspettare. La legge che prevede l’istituzione del fascicolo nazionale e di quelli regionali, oltre che gli obblighi informativi alle pazienti e, soprattutto, il divieto di ritocco al seno per le minorenni con una multa di 20mila euro ai chirurghi che infrangeranno la normativa, doveva essere votata oggi in Commissione Affari Sociali della Camera. Sembrava la giornata giusta per arrivare al voto, ma la Commissione ancora non può pronunciarsi perché manca l'autorizzazione alla legislativa. «È un puro atto formale - ha fatto chiarezza Francesca Martini, deputato della Lega Nord e membro della XII Commissione, poco prima di entrare nella seduta odierna - che deve arrivare a giorni. Ma se non arriva l'autorizzazione, noi non possiamo votare. Se ne riparla nelle prossime settimane, forse dopo le amministrative». L'argomento, che era all'ordine del giorno, non è stato dunque più dibattuto dalla Commissione. Il Ddl 2515 era stato presentato dall'ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e approvato dalla commissione Affari sociali della Camera il 22 dicembre 2010. Soddisfazione fu espressa a suo tempo anche dall’ Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica. ''Erano anni – sottolineò il segretario, Eugenio Gandolfi - che aspettavamo una disposizione in materia, finalmente siamo a una svolta e speriamo che si vada fino in fondo. Di registro protesi si discute almeno dal ministero Veronesi, da allora non si e' mai arrivati a nessuna risoluzione concreta. Purtroppo c'e' voluto uno scandalo mondiale come quello delle protesi Pip realizzate con silicone industriale per arrivare a questo punto”. Il via libera arrivò, infatti, all’indomani dello scandalo protesi Pip. Ovvero quando le autorità francesi scoprirono che le Poly Implant Prothese contengono materiale “che non corrisponde agli standard internazionali”. Materiale “potenzialmente cancerogeno” come dimostrano l’infiammazione dei linfonodi ascellari di chi le ha impiantate. Le protesi mammarie difettose dell'ormai fallita società Pip di Seyne-su-Mer, vicino a Marsiglia, contenevano un gel al silicone al quale era stato aggiunto almeno un tipo di additivo impiegato nell'industria petrolchimica mai testato per quello specifico settore merceologico. 

Intanto aumenta in Francia il numero delle segnalazioni di protesi al seno Pip nelle quali sono state riscontrate rotture. Sono ormai 2.227, secondo i dati aggiornati al 31 marzo e diffusi dall'agenzia di sicurezza sanitaria Afssaps. Le protesi a rischio che, nel tempo, sono state impiantate a pazienti francesi sono 30.000 e il ministero della Sanità d'Oltralpe, a dicembre, aveva raccomandato a tutte le donne che le portano di farle rimuovere a scopo preventivo. Una misura seguita poi da diversi Paesi. Nel 43% dei casi, la rottura della protesi è avvenuta meno di 5 anni dopo l'intervento, il che denota un'usura molto rapida, inusuale, e conferma la cattiva qualità degli impianti riempiti di silicone industriale (non per uso medico) dannoso per i tessuti. In generale, nell'81% dei casi la rottura si è prodotta comunque meno di otto anni dopo l'impianto. Le reazioni infiammatorie registrate sono state oltre 2.250 e, nella maggior parte dei casi (72%), le reazioni si sono prodotte senza la rottura della protesi. A fine marzo, inoltre, erano 3.935 le donne che si sono operate per togliere le protesi e nel 19% dei casi gli impianti sono risultati difettosi. I casi di cancro denunciati all'Afssaps dalle portatrici di protesi sono, ad oggi, 45.

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di Veronica Riefolo
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