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Santachè minaccia in tv un poliziotto. Indignazione del COISP


Santachè minaccia in tv un poliziotto. Indignazione del COISP
21/01/2011, 09:01

“Ed ora, signori superiori, richiamateci tutti! Ci spiace parafrasare lo slogan di un’associazione di giovani, ma ci sembra il modo più efficace per condannare, senza se e senza ma, i metodi intimidatori messi in atto in perfetto stile mafioso dalla signora (signora per titolo e non certo per merito) Santanchè che in pubblico, durante la puntata di Anno zero, ha minacciato Alessia F., componente della struttura nazionale del Coisp, ma prima di tutto una donna ed un poliziotto”.

E’ sdegnata la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole di Daniela Santanchè che, non avendo argomentazioni forti per controbattere civilmente e democraticamente a quanto affermato da Alessia, è passata alle minacce ed agli insulti pronunciati con protervia ed arroganza.

“Berlusconi minaccia i magistrati nel silenzio più totale del ministro della giustizia e per parlare con gli italiani e raccontare solo le sue verità il premier utilizza lo stesso metodo di Bin Laden, i video messaggi - continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia - i parlamentari avvocati del Pdl pretendono che il Capo della Polizia riferisca di indagini in corso senza che il ministro competente spenda una sola parola per dissociarsi, la Santanchè minaccia un poliziotto. Ma questo che Paese è? Qualcuno ce lo dica per favore perché questa nazione non ha più nulla della Repubblica democratica fondata sul lavoro dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come è sancito nei primi articoli della costituzione”.

“Siamo indignati – dice ancora Maccari – delusi ma soprattutto angosciati all’idea di far crescere i nostri figli in questo Paese. Signor Presidente Napolitano riteniamo a questo punto che sia improrogabile, nelle more dei suoi poteri, intervenire prima che le follie della politica si trasformino in una pericolosa miccia sociale che deflagrando lascerà sul campo molte vittime dal punto di vista etico, morale e istituzionale”.

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di redazione
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