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Sandra Amurri (Riv. Civile): "Santanchè? Degrado umano"

Santanchè: "Ingroia mi fa schifo, meglio Cosentino"


Santanchè: 'Ingroia mi fa schifo, meglio Cosentino'
23/01/2013, 19:18

ROMA – “Mi fa schifo avere Ingroia in Parlamento, mi fa ribrezzo, mi fa tremare i polsi. E’ uno talmente di parte e assetato di odio che vuole ammazzare chi non la pensa come lui. Questi non hanno la pistola o il fucile ma usano le sentenze politiche, un'arma ancora più micidiale”. Sono le parole di Daniela Santanchè, capolista Pdl in Lombardia, a La Zanzara su Radio24. “In Parlamento sarebbe stato meglio vedere Cosentino più che Ingroia - aggiunge - e secondo me dal punto di vista giudiziario sono alla pari. Nessuno dei due è stato condannato. Sono garantista e Cosentino l'avrei messo in lista. Capisco Berlusconi, però mi è dispiaciuto, è stato brutto cedere al circo mediatico-giudiziario che ha rovinato l'Italia in questi anni. Su Cosentino ci sono molti teoremi e pochi fatti”. Poi la Santanchè torna ad attaccare Ingroia, già duramente criticato da Alessandro Sallusti, compagno nella vita della parlamentare Pdl. “E’ l'esempio della malagiustizia, era arbitro ma già voleva fare il giocatore uccidendo - ripete - i giocatori, per cui come lo vorrebbe chiamare? Ingroia è il peggio del peggio e fa schifo che ci siano dei pm che hanno portato avanti delle inchieste sui rapporti tra Forza Italia e mafia e ora scendono in politica. Solo tre mesi fa interrogava Berlusconi e adesso lotta contro lo stesso Berlusconi”. “Ingroia mi sta sulle palle - dice ancora Santanchè - per quello che ha fatto. Se non supera lo sbarramento torna in magistratura e mette sotto inchiesta altri di noi e giù con la galera...”.

Non si è fatta attendere la risposta di una esponente del partito di Ingroia Rivoluzione Civile, Sandra Amurri: “Per rispondere alla candidata del Pdl, Daniela Santanchè, non pronuncio le sue parole perchè sarebbe una mancanza di rispetto per me stessa. Mi fa paura che una donna che per esprimere la sua opinione ricorra a tanta e tale mancanza di senso delle istituzioni, aggiungerei di pudore, possa sedere su quegli stessi scranni occupati in passato da chi ha reso grande questo Paese”. “Sarebbe bello – prosegue la Amurri - credere che si sia trattato di una caduta di stile, mentre le sue affermazioni - conclude - raccontano uno stile politico. Spero che Rivoluzione Civile serva anche a mettere fine a questo degrado umano, culturale, ancor prima che politico”.  

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di Valerio Esca
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