Cronaca / Soldi

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Sapri, frode fiscale di 650 mln di euro scoperta dalle fiamme gialle


Sapri, frode fiscale di 650 mln di euro scoperta dalle fiamme gialle
05/08/2011, 11:08

I finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Sapri, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, dott. Giancarlo GRIPPO, e dal Sost. Proc. Renato MARTUSCELLI, hanno eseguito una serie di provvedimenti cautelari emessi dal dott. Nicola Marrone G.I.P. del Tribunale di Vallo della Lucania nei confronti di vari soggetti che hanno emesso o ricevuto fatture per operazioni inesistenti, redatto bilanci falsi e omesso di versare le imposte e l’IVA.

In particolare, sono stati eseguiti 76 provvedimenti di perquisizione su tutto il territorio nazionale, con conseguente sequestro di ingente documentazione amministrativa- contabile ed è’ stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 tra professionisti ed imprenditori, altre 35 persone sono state denunciate a piede libero.

I capi di imputazione sono: l’associazione a delinquere art.416 c.p., l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione dei redditi fraudolenta, l’occultamento o distruzione di documenti contabili art.2, 3, 8 e 10 del D.Lgs. 74/2000, il mendacio e il falso bancario art.137 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, D.L.385/93.

Il sodalizio criminale ha promosso ed organizzato un’associazione finalizzata alla commissione dei delitti di frode fiscale ed emissione e utilizzo di fatture false mediante la gestione di un gruppo di società operanti nel settore edile ed immobiliare, del commercio elettronico e dei suoi componenti nonché dei servizi contabili.

I promotori ed organizzatori, attraverso l’attività di consulenza, direzione e controllo, hanno assunto la regia delle operazioni societarie e degli adempimenti fiscali, finalizzandole a soli fini delittuosi. Attuando una rilevante evasione fiscale realizzata attraverso falsi bilanci e fatture, compravendita fittizia di immobili, truffe nei confronti di istituti di credito operanti nel territorio cilentano.

Sulla scorta degli elementi acquisiti, è stato disposto il sequestro, delle quote sociali di due società, per un valore complessivo di un milione di euro.

L’attività investigativa trae origine dalla ricostruzione di una fattura per operazioni inesistenti di circa 1.000.000 di euro emessa nei confronti di una società operante nel Basso Cilento. La meticolosa ricostruzione della vicenda ha consentito di scoprire, tra l’altro, un sodalizio criminoso dedito all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti che ha coinvolto buona parte del territorio nazionale.



La società cilentana, collegata con altre società operanti principalmente in Lombardia ed in Piemonte, ma con ramificazioni anche in altre regioni d’Italia nonché all’estero, mediante un vasto e diffuso sistema di fatture per operazioni inesistenti e/o di fatture utilizzate per richiedere linee di credito ad istituti di credito, dava vita ad un vero e proprio nucleo associativo dedito alla commissione di reati fiscali.

Infatti, da una prima ricostruzione della vicenda, si accertava che attraverso una serie di sofisticati meccanismi suggeriti principalmente da consulenti fiscali che assumevano la direzione ed il controllo di quasi tutte le società facenti capo al sodalizio criminoso - diventandone così il vero e proprio amministratore di fatto - veniva costituita fittiziamente un’altra società radicata in Milano e nel Comasco, priva di qualsiasi struttura operativa e di capacità organizzativa, la quale si faceva carico di emettere fatture per operazioni inesistenti per circa 30.000.000 di euro soltanto negli ultimi mesi dell’anno 2010 e nei primi mesi del 2011.

Seguendo l’itinerario delle fatture e dei documenti rinvenuti nel corso di perquisizioni eseguite è stato possibile ricostruire un sistema di frode di proporzioni ragguardevoli, tanto da aprire scenari investigativi di enorme rilievo. Gran parte delle società coinvolte, pur rappresentando in bilancio ricavi per circa 100.000.000 di euro per ciascun anno d’imposta, nelle dichiarazioni fiscali hanno evidenziato ricavi irrisori.

Detto meccanismo ha già coinvolto una decina di società., per le quali complessivamente sono stati rilevati ricavi sottratti all’imposizione per circa 650.000.000 di euro.

Lo scenario operativo che si è presentato agli investigatori nel corso delle indagini ha trovato diramazione anche in altri sistemi di frode già consolidati: le società coinvolte, infatti, operano nel settore delle c.d. frodi carosello, sia mediante acquisti intracomunitari che vendite intracomunitarie, sistema che si basa sull’interposizione di soggetti esistenti solo cartolarmente creati con la finalità di evadere le imposte.

L’attività criminosa, pur trovando il suo epicentro operativo in Lombardia, si stava espandendo, anche in altre Regioni d’Italia, fino a inquinare imprese operanti nel Basso Cilento e nel Salernitano.

E’ risultata quindi ineludibile l’esigenza di adottare opportune misure cautelari nei confronti dei soggetti coinvolti al fine di arginare un fenomeno che va ad aggravare la già precaria situazione economica in cui versa l’intero paese.
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di Redazione
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