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Accolto il ricorso della Regione, difeso il no di Soru

Sardegna: il Consiglio di Stato salva necropoli di Tuvixeddu

"Paesaggio distrutto non è motivo per distruggerlo ancora"

Sardegna: il Consiglio di Stato salva necropoli di Tuvixeddu
05/03/2011, 15:03

ROMA - Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dall'associazione Italia Nostra: l'ordinanza del Tar che autorizzava lo scempio della necropoli punica di Tuvixeddu, che sarebbe dovuta scomparire sotto le colate di cemento necessarie per costruire un quartiere di lusso di 260 mila metri cubici di edifici. Era questo il piano, approvato dal Comune di Cagliari, per le costruzioni tra Tuvixeddu e il colle di Tuvumannu; un piano duramente contestato dall'allora governatore della Sardegna Renato Soru. Il Tar dette ragione al Comune, ma Soru non si arrese e fece ricorso per fermare lo scempio.
Ma la cosa più importante è che il Consiglio di Stato si pronuncia su un punto essenziale. Spesso, quando una zona protetta ha già subito molti attacchi da parte degli speculatori edilizi, si fanno piani per danneggiare completamente le bellezze naturali asserendo: "Visto che già è stata pesantemente danneggiata, possiamo distruggere il resto". Questa volta però la sentenza respinge questo principio. Nelle sue motivazioni, il Consiglio di Stato afferma che proprio il fatto che l'area sia danneggiata è un motivo in più per aumentare l'attenzione alla tutela.
Ed oggi questa necropoli ha tanto bisogno di attenzione è tutela. Parte delle tombe sono ridotte ad una discarica e il resto è maltenuto e nascosto dalla strada a causa della costruzione di ediufici alti anche sei piani. Mentre invece avrebbe bisogno di molto più spazio, a causa delle tante tombe scoperte di recente a ridosso della parte cementificata.

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di Antonio Rispoli
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