Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

Adriano Puddu è sospettato anche di corruzione e peculato

Sardegna: in cella sindaco accusato di concussione sessuale

Il primo cittadino di Portoscuso è in carcere da sabato

Sardegna: in cella sindaco accusato di concussione sessuale
30/01/2012, 17:01

PORTOSCUSO (Carbonia-Iglesias) – Il tranquillo paesino di pescatori Portoscuso, a un’ottantina di chilometri da Cagliari, in pochi giorni è stato scombussolato da un’indagine scomoda. Al centro del filone d’inchiesta il sindaco Adriano Puddu, di 65 anni, da sabato scorso detenuto in via cautelare nella casa circondariale cagliaritana del Buoncammino. Corruzione, concussione a sfondo sessuale, peculato e voto di scambio sono le accuse che hanno portato all’arresto del primo cittadino da parte degli agenti del Corpo forestale e della Vigilanza ambientale della Regione, su disposizione del gip Giorgio Altieri.
Il sindaco di Portoscuso attende ora l’interrogatorio di garanzia del giudice, che avverrà mercoledì primo febbraio, alla presenza dei due avvocati di fiducia Giuseppe Andreozzi e Ivano Lai. Si potrebbe così avviare la procedura per il giudizio immediato, con l’esclusione quindi dell’udienza preliminare. Intanto i legali di Puddu stanno lavorando per un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame.
I testimoni sono tanti e le accuse, qualora accertate, peserebbero come un macigno sulla credibilità del primo cittadino di Portoscuso. Il sindaco è accusato di corruzione per una vicenda legata agli impianti eolici che la Portovesme srl vorrebbe realizzare su 540 ettari di terreni già gravati da usi civici. In questa faccenda, è indagato anche l’amministratore delegato della società Carlo Lolliri. In questo filone d’inchiesta s’inserisce l’accusa di concussione a sfondo sessuale, dal momento in cui il Corpo forestale ha riscontrato un giro di presunti favori sessuali in cambio di aiuti economici pubblici a donne bisognose. Il primo cittadino avrebbe usufruito di queste prestazioni a pagamento estendendole anche ad alcuni suoi amici, tra cui un avvocato e due sacerdoti. Nell’ipotesi di concussione sessuale sarebbe indagata anche l’assessore ai Servizi sociali Serena Galizia. I rapporti sessuali sarebbero stati consumati anche in cambio di promesse di lavoro e in cambio di voti indirizzati a un parente del sindaco, non indagato. Questa l’accusa di voto di scambio, mentre il peculato sarebbe legato all’uso improprio di alcune migliaia di euro per il rimborso di spese viaggio, in seguito a una delibera comunale.

Commenta Stampa
di Emanuele De Lucia
Riproduzione riservata ©