Cronaca / Nera

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Il fascicolo non è mai arrivato dalla Corte di Assise

Sarno jr rilasciato dal Riesame: scarcerato per un errore


Sarno jr rilasciato dal Riesame: scarcerato per un errore
06/01/2010, 21:01

NAPOLI – Luigi Sarno ha già lasciato il carcere. Il 21enne, detto "il Topolino", avrebbe dovuto scontare 20 anni di carcere per omicidio. E' il figlio di Carmine, impresario musicale e il  nipote di Ciro, ras del clan camorristico dei Sarno di Ponticelli. Il 21enne era stato arrestato il 23 dicembre scorso. Un errore nell’iter giudiziario lo ha però graziato: il fascicolo non è mai arrivato dalla Corte di Assise e così il tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare.

Era il 27 novembre del 2007 fa quando due gruppi di giovani si affrontarono davanti al ‘Caffè del Presidente’, a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli. Umberto Improta, imbianchino, aveva l’unica colpa di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. Fu centrato da una pallottola vagante.

Per l’omicidio di Umberto Improta, Luigi Sarno ha incassato una condanna a 20 anni di galera, emessa il 18 dicembre scorso. Gli agenti del commissariato di Ponticelli l’avevano prelevato il 23 dicembre scorso dalla sua abitazione di via De Meis, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla V sezione della Corte d’Assise. Dietro le sbarre, però, il 21enne ci è rimasto soltanto pochi giorni. Alla base della scarcerazione, un semplice errore. Si attendeva, infatti, la conferma dell’arresto da parte del Riesame. Ai giudici però non è mai pervenuto il fascicolo della Corte d’Assise. Non è chiaro se non sia stato mai inviato, o se sia andato perso durante il trasporto. Quello che è certo è che un condannato a 20 anni di carcere è di nuovo fuori. Al momento il ragazzo è detenuto nel regime dei domiciliari, per un tentativo di estorsione con la tecnica del ‘cavallo di ritorno’, poi derubricato in furto.

Il curioso caso di Luigi Sarno non può non portare alla mente un’altra scarcerazione eccellente, sempre per motivi di quelli che fanno rizzare i capelli. Era il giugno 2006 quando Vincenzo Di Lauro, uno dei figli di Ciruzzo il Milionario, fu improvvisamente scarcerato dal Riesame. Era stato condannato ad 8 anni di reclusione. Nell’ordinanza, però, mancava una pagina. Forse un “copia e incolla” sbagliato, forse un errore di una vecchia stampante, aveva fatto sì che il tribunale del Riesame non potesse confermare il provvedimento, scarcerando il figlio del boss. La nuova richiesta di arresto arrivò pochi minuti dopo, ma era già troppo tardi: quel lasso di tempo era stato sufficiente a Vincenzo Di Lauro per far perdere le proprie tracce. Fu scovato solo nel marzo 2007, nove mesi dopo, e nuovamente arrestato, dai carabinieri del colonnello Gaetano Maruccia; si nascondeva a Casalnuovo, paesone del Napoletano, nel megacomplesso “La Meridiana”.

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di Nico Falco
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