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Saviano racconterà a teatro come è cambiata la sua vita

Saviano di scena al Piccolo di Milano


Saviano di scena al Piccolo di Milano
29/05/2009, 19:05

Non ce la fa più Roberto Saviano. A tre anni dalla pubblicazione di Gomorra e a dal conseguente misto continuo ed alienante di ovazioni, omertà, diffamazioni, minacce, dubbi, paura, coraggio, scorte armate e tanta, di sicuro troppa solitudine, il giornalista oramai famoso in tutto il mondo urla il suo malessere e la sua voglia di riprendere un contatto con i suoi lettori, con il mondo "libero".
"Lo faccio attraverso il teatro perché sono stanco di tanta solitudine", spiega Saviano a Repubblica e poi continua: "Vorrei provare ad avere un rapporto diretto con i miei lettori. Voglio che possano guardarmi e, soprattutto, vorrei io poter guardare loro".
Necessità di sguardi, di punti di contatto, di "calore" e di forza comunicativa che, attraverso il teatro inteso come spazio di confronto sociale, l'autore di Gomorra spera di poter soddisfare. Saviano non è certo l'unico uomo che ha avuto il coraggio di denunciare le brutture indicibili della camorra. Saviano non è certo il primo che si è tuffato in un mare fatto di terrore e prigionie; un mare dove, ogni bracciata, potrebbe essere l'ultima.
Come lui tantissimi altri hanno avuto il coraggio di ribellarsi e di operare quell'opera di denuncia sacrosanta ma ancora così rara ed ingrata. In tanti sono morti, senza nemmeno troppo clamore. Per una volta, però, vorremmo sospendere il giudizio su questo discusso, amato/odiato giornalista partenopeo e limitarci a testimoniare la sua voglia di umanità e di comunicazione, il suo perpetuo bisogno di denunciare. Il palcoscenico del teatro Piccolo di Milano sarà il luogo dove: "Poter sentire il calore e la forza che ti dà uno sguardo. Poter condividere lo spazio della parola. Sentire e vedere dove arriva. A chi arriva." Dal 6 all'8 ottobre e nel mese di Febbraio, Roberto sarà infatti di scena con i monologhi del suo "la bellezza dell'inferno" e racconterà il cambiamento che ha avuto la sua esistenza per: "Mostrare come la parola, da sola, possa rappresentare l'unica alternativa di resistenza in una vita blindata".  L'intento dichiarato è infatti quello di dimostrare che: "Il talento e la forza impegnata di Anna Politkovskaja, Miriam Makeba, dei pugili di Marcianise, di Lionel Messi, di Michel Petrucciani e di Enzo Biagi sia la forma attraverso cui la bellezza è capace di contrapporsi e resistere all'inferno."

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di Germano Milite
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