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Castelli: "Noi facciamo i fatti, non i soldi"

Saviano: "Dov'era la Lega mentre la mafia si espandeva al Nord?"


Saviano: 'Dov'era la Lega mentre la mafia si espandeva al Nord?'
27/07/2010, 17:07

Botta e risposta tra lo scrittore Roberto Saviano e la Lega Nord. Il la l'ha dato una intervista di Saviano a Vanity Fair: "La Lega ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia racconta una realta' diversa. Dov'era la Lega quando questo succedeva negli ultimi dieci anni laddove ha governato? E perché adesso non risponde?".
Non si è fatta attendere la replica del Carroccio, affidata a Roberto Castelli: "Saviano è accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età. Unica sua scusante rispetto alle sciocchezze che dice sulla Lega è che, quando noi combattevamo contro la sciagurata legge del confino obbligatorio che tanti guai ha portato al nord, aveva ancora i calzoni corti. Saviano nulla sa della storia della Lombardia vada a rileggersi la storia della battaglia che la Lega fece a Lecco a iniziare dal '93 contro i clan della 'ndrangheta. Atti amministrativi precisi, fatti concreti. Non ci siamo limitati a scrivere quattro cose e a partecipare a quattro conferenze. Né siamo diventati ricchi per questo. Abbiamo corso solo rischi. Infine un invito: vediamo che continua a fare pubblicità al suo libro. La smetta, perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili".
Nella vicenda è intervenuto anche Luigi De Magistris, che ha preso le difese di Saviano: "La Lega ha ripudiato quella battaglia di legalità di cui, almeno a parole, si è sempre detta portavoce. In Parlamento mai ha fatto e farà mancare il voto a provvedimenti criminogeni come processo breve, ddl intercettazioni, revisione delle norme sui pentiti. Mentre il ministro Maroni ha introdotto la possibilità di vendere all'asta i beni confiscati alle mafie assestando, anche dal punto di vista simbolico, un colpo mortale alla lotta contro il crimine organizzato".
Ma anche l'eurodeputato Mario Borghezio si scaglia contro lo scrittore napoletano: "Chi se non noi e, prima di noi, i movimenti autonomisti pre-Lega dal Piemonte al Veneto, denunciò la pericolosità e la natura coloniale di misure come il soggiorno obbligato, propedeutiche alle infiltrazioni mafiose al Nord? Se conoscesse un po' meglio ciò di cui parla, saprebbe bene che per molti decenni proprio nei municipi del Nord amministrati dai suoi attuali amici hanno trovato agibilità politica e di affari le numerose famiglie calabro-siculo-campane i cui cognomi e le cui facce lombrosiane non sono certamente rari nella nomenclatura politica locale delle sinistre".

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di Antonio Rispoli
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