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Polemica su un intervento dello scrittore

"Saviano non mi incanti più" scrive un'amica di Arrigoni

Da tempo gli era stata chiesta una dichiarazione in merito

'Saviano non mi incanti più' scrive un'amica di Arrigoni
05/11/2012, 21:19

Tra pochi giorni uscirà  il libro “Il viaggio di Vittorio” di Egidia Beretta Arrigoni, madre di Vittorio Arrigoni, il reporter, scrittore ed attivista italiano morto a Gaza nell’Aprile del 2011,  in cui racconta la storia di suo figlio, delle sue idee e della passione che metteva in tutto ciò che faceva.
In questi giorni però a tenere viva la figura di Vittorio ci ha pensato anche Roberto Saviano che su l’Espresso ha scritto un articolo dal titolo “Basta con il tifo parliamoci” e ad un certo punto scrive: “Al povero Vittorio Arrigoni e a quanti mi invitavano ad andare a Gaza a vedere gli orrori della guerra, risposi con un messaggio su Facebook, il 12 ottobre 2010. Sintetizzo così quella risposta. Alla domanda stai con i palestinesi o con gli israeliani, deluderò forse, ma risponderò sempre come mi ha insegnato il mio amico David Grossman: «Sto con la pace»..”. Dichiarazione che ha suscitato l’indignazione da parte degli amici di Vittorio che hanno criticato lo scrittore non tanto per il “povero” quanto per il fatto che per due anni, nonostante da più fonti gli fosse stato chiesto di intervenire sulla questione lui abbia glissato le domande talvolta lasciando scivolare la cosa, talvolta addirittura facendosi aiutare dagli agenti di sorveglianza ad una semplice richiesta di dichiarazioni in merito.
Ma quello che lo scrittore forse non si aspettava era una risposta secca e decisa da parte di Yara Nardi che ha scritto una lettera aperta dal titolo "Caro Saviano, non m'incanti”.
Già dal titolo e dall’incipit della lettera si capisce subito quali siano le posizioni di Yara: “Caro Saviano – infatti scrive -non mi incanti. Non ci sei mai riuscito, la tua dialettica e i tuoi fin troppo facili paradigmi in me, come in tanti altri, hanno sempre suscitato sospetti. Sospetti che nel tempo si sono trasformati in dissenso, dissenso che sempre più spesso è diventato rabbia”.
Poi man mano che la lettera entra nel vivo della questione : “Non scomodare quindi Ghassan Kanafani, di cui dici aver studiato i testi per anni, perché se lo hai fatto, la lezione evidentemente non l'hai compresa bene- poi continua - Forse il 7 ottobre 2012 però, spinto da un'incontrollabile voglia di vintage, hai preso parte Roberto. Forse volevi soltanto dare un contributo alla pace con le tue riflessioni illuminate sulla bellezza di Tel Aviv. Una manifestazione chiamata "Per la verità, per Israele" in effetti, non è una manifestazione di parte, ma quasi un asettico convegno in cui vengono snocciolate possibili risoluzioni del conflitto, vero?”.
Infine entra sulla questione Arrigoni: “La Palestina, fai un favore a me e a tutti gli altri, continua a non nominarla mai, perché leggerla nel tuo articolo de L'Espresso, dopo anni di silenzi, offende l'intelligenza di chi legge e di quella parte di opinione pubblica, che tanto infastidisce perché non ti ama. Un'ultima cosa, il "povero Vittorio Arrigoni" è stato ricco come tu non potrai essere mai."


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di Simona Buonaura
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