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Da otto mesi i marittimi sotto sequestro

Savina Caylyn: presidio permanente in via Fiorentini

Protesta dei familiari dei marittimi alla sede dei D'Amato

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Savina Caylyn: presidio permanente in via Fiorentini
22/09/2011, 12:09

Otto mesi senza tornare a casa. Il lungo viaggio dei marittimi della Savina Caylyn, trasformatosi in incubo lo scorso mese di febbraio al largo delle coste della Somalia, sembra non avere fine. Le trattative con i pirati che tengono in scacco i marittimi italiani proseguono incessanti da tempo, ma senza alcun risultato. A nulla servono per ora le rassicurazioni della Farnesina e degli armatori torresi, Fratelli D'Amato, proprietari della società padrona della nave. Pochi giorni fa, un ultimatum di morte da parte dei pirati, mentre, dall'altro capo del mondo, giungeva la voce straziante di chi combatte contro la morte in condizioni pessime e col mitra puntato alla fronte. Loro che le stanno provando tutte per tenere alta la tensione sul caso. Da giorni i parenti dei marittimi sono in via dei Fiorentini, a Napoli, sotto la sede dei D'Amato. Chiedono risposte, ed una chiarezza della situazione che non c'è mai stata. Sulle magliette bianche hanno la scritta "Liberi Subito". Qualcuno ha in mano le foto dei propri cari, qualcun altro ammette che non se ne andrà fino a quando non potrà riabbracciare il fratello. E difatti il presidio da momentaneo è ormai diventato permanente. "Abbiamo anche parlato con gli armatori - ci dice Annachiara Guardascione, sorella di Crescenzo, uno dei marittimi a bordo della Savina - che ci hanno assicurato di star facendo il possibile per arrivare a capo della situazione. La Farnesina in questi mesi ci ha chiamato più volte, ma si sono sempre tenuti sul vago. Personalmente, non sentivo più mio fratello da maggio, e qualche giorno fa ho avuto l'opportunità di parlargli. Lui ha paura che se la situazione non si risolve a breve, può finire male".

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di Salvatore Formisano
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