Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Grido di aiuto a tutte le forze politiche

Savina Caylyn, verrecchia: "La situazione qui è critica"


Savina Caylyn, verrecchia: 'La situazione qui è critica'
28/10/2011, 11:10

“La situazione qui è critica. La gente comincia ad avere crisi di panico e non dorme più la notte. Lei deve capire che dormiamo a terra e il pavimento è sempre umidi. Il bagno è fuori e noi non ci laviamo più. Abbiamo cinque dell’equipaggio che sono a terra, tre italiani e due indiani. Ci rivolgiamo ancora una volta a tutte le forze politiche, alla compagnia e a tutto il popolo italiano affinché questa vicenda triste e tragica possa essere conclusa al più presto senza un inutile spargimento di vite umane. Noi siamo onesti lavoratori, persone innocenti che si sono trovate ad essere prigionieri. E ormai sono nove mesi e non abbiamo commesso nessun atto illecito. Chiediamo a voi di scuotere le vostre coscienze e di riportarci a casa, alle nostre famiglie. Purtroppo la situazione qui non è ancora chiarita e la compagnia non si fa sentire da un po’ di tempo”. Con queste drammatiche parole Antonio Verrecchia, uno dei marittimi italiani sequestrati da nove mesi a bordo della nave “Savina Caylyn”, dal Corno d’Africa assieme ai suoi colleghi prigionieri ha praticamente rotto il silenzio stampa chiesto alcune settimane fa dai parenti dei rapiti. Col consenso dei pirati somali, il Verrecchia e il Primo Ufficiale di coperta Eugenio Bon, hanno telefonato alla Redazione del Sito “Libero Reporter” e parlato col Direttore Gaetano Baldi al quale hanno fatto presente che ormai da tempo la situazione è in una fase di stallo, che le loro condizioni di vita continuano ad essere critiche e che ben cinque marittimi sarebbero stati portati sulla Terraferma con tutti i gravi rischi che questo comporta. Ma la cosa che ha davvero dell’incredibile, è che Antonio Verrecchia e Eugenio Bon sono intervenuti in diretta telefonica a “Chi L’Ha Visto?”, la seguitissima trasmissione televisiva in onda su Rai Tre e condotta dalla giornalista Federica Sciarelli a cui hanno confermato tutto quanto detto poche ore prima al Direttore di “Libero Reporter” Gaetano Baldi che abbiamo intervistato telefonicamente nel mentre era alla stazione Termini di Roma in attesa di partire per Milano. “Siamo riusciti finalmente ad avere questa possibilità. Non era per nulla semplice organizzare il collegamento in diretta telefonica con Rai Tre, ha dichiarato Baldi, ma è stato importante farlo perchè siamo riusciti a far conoscere questo dramma a milioni italiani e penso che questa sia la cosa più importante. Ora spetta agli attori principali darsi quantomeno una mossa affinché questa vicenda finalmente venga risolta. Come ci ha detto il Direttore di Macchine Verrecchia, i due procidani, il Comandante Lavadera e il Secondo Ufficiale Guardascione sono stati sbarcati assieme a Cesareo e ad altri due indiani. Le condizioni di prigionia a terra sono peggiori di quelle sulla nave. Ma il pericolo maggiore per quelli che sono stati sbarcati è che possano essere venduti tra gang e quindi che si possa perdere il controllo della situazione. Diciamo che ci sono tutti i motivi affinché si faccia in fretta per portare a termine questa vicenda incresciosa”, ha concluso Gaetano Baldi. E pensare che nelle settimane scorse, dopo le dichiarazioni pubbliche rese dal Ministro degli Esteri Frattini, sembrava che ci fossero tutti i presupposti affinché il drammatico pretesto potesse concludersi positivamente e invece dopo nove lunghi mesi, i nostri connazionali sono costretti ancora a dover vivere in una situazione infernale di estremo disagio e pericolo: assurdo! L’augurio, naturalmente, è quello che tutti i marittimi italiani e indiani sequestrati sulla “Savina Caylyn” e sulla “Rosalia D’Amato” possano far presto ritorno a casa.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©