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Il racconto dei fortunati. Ora si cercano i cadaveri

Sbarco clandestino a Malta: “Otto morti in mare”

Il barcone è partito venerdì dalla Libia, senza acqua e cibo

Sbarco clandestino a Malta: “Otto morti in mare”
08/05/2012, 09:05

MALTA - Si tratterebbe dell’ennesima tragedia consumatasi in mare. Diversi migranti sono sbarcati ieri a Malta, a bordo di un gommone partito venerdì scorso dalla Libia privo di acqua e di cibo: sono in tutto 88 e sono arrivati nella zona nord di Malta, sorprendendo una folla di persone che in quel momento stava partecipando ad un concerto sulla spiaggia. Al loro arrivo sull’isola hanno riferito che otto loro compagni sono morti di stenti durante la traversata e hanno raccontato di aver buttato in mare questi loro connazionali più sfortunati. È stato immediato l’intervento delle autorità maltesi, che hanno subito coordinato le ricerche nella zona per cercare i cadaveri, ma per il momento non è stato ancora trovato nulla.
Si tratta del terzo sbarco di immigrati a Malta in questa ultima settimana. Ma le rotte dei viaggi della speranza legano le coste maltesi con quelle siciliane. Il 28 aprile scorso 52 maghrebini sono stati bloccati sulle coste dell’isola, mentre tentavano di fuggire da Malta per arrivare in Sicilia: i migranti tentavano di imbarcarsi su due barconi che dovevano portarli verso le coste ragusane. Gli extracomunitari hanno detto agli investigatori di aver pagato circa mille euro a testa per il viaggio verso l’Italia. I due scafisti, maltesi, sono stati arrestati. Nello stesso giorno, inoltre, sulle coste agrigentine a Licata, si è concluso in maniera tragica uno sbarco di una ventina di immigrati, con la morte di un ragazzo egiziano di 16 anni, costretto dagli scafisti a buttarsi in mare ed annegato perché non sapeva nuotare. I superstiti, tra i quali otto minorenni, hanno detto di essere egiziani e agli investigatori hanno raccontato di essersi imbarcati su una nave “madre” e di essere stati costretti a salire su un gommone, prima di essere abbandonati dagli scafisti nei pressi della spiaggia.

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di Antonio Formisano
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