Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Tra i fermati anche coinvolti negli omicidi della Faida

Scacco agli Scissionisti, 67 arresti effettivi e sequestri per 5 milioni


.

Scacco agli Scissionisti, 67 arresti effettivi e sequestri per 5 milioni
19/05/2009, 17:05

Sono 67 le persone arrestate nel corso dell’operazione interforze eseguita stamane su ordine dei pm della Direzione distrettuale antimafia contro il clan degli scissionisti. Le ordinanze di carcerazione sono in totale 104, ma 36 persone risultano ancora latitanti. Tra gli arrestati c’è anche Ermelinda Pagano, moglie del boss Raffaele Amato (nella foto), arrestato la notte tra sabato e domenica nella hall di un hotel di Marbella, in Spagna.

Arrestato anche un ex carabiniere, Massimiliano Liguori, 36 anni, all’epoca dei fatti contestatigli, avvenuti nel gennaio del 2005, in servizio presso la stazione di Secondigliano. Dalle attività investigative è emerso che l’ex militare non solo era in contatto con alcuni affiliati di spicco degli Scissionisti, “come Oreste Sparano e Massimiliano Vinciguerra, ma favoriva anche il pregiudicato Giovanni Candone, evitando che lo stesso venisse denunziato – spiegano i pm della Dda – per evasione dagli arresti domiciliari, giustificando la stessa con una falsa documentazione sanitaria”.

Alcuni degli arrestati sono risultati inoltre coinvolti in almeno tre omicidi consumati nel Napoletano tra il 2005 e il 2006. In particolare, per l’omicidio di Salvatore Dell’Oio, avvenuto a Qualiano il 24 febbraio 2005, risultano coinvolti Cesare Pagano, Enzo Notturno, Massimiliano Vinciguerra, Antonio Marrone e Teresa Marrone; per l’assassinio di Luigi Barretta, avvenuto il 9 maggio 2005 a Crispano, sono ritenuti responsabili Cesare Pagano, i nipoti Carmine Amato e Carmine Pagano, Ciro Chiazza, Antonio Chiazza e il collaboratore di giustizia Danese.

Raffaele Amato (nipote omonimo del boss arrestato in Spagna) e Cesare Pagano sono invece indiziati per l’omicidio di Carmine Amoroso, avvenuta il 6 marzo 2006 a Mugnano. Grazie alle testimonianze dei collaboratori di giustizia, rivelatesi preziosissime per ricostruire le dinamiche degli omicidi e i giochi di potere che hanno caratterizzato il periodo della tristemente famosa Faida di Scampia, gli inquirenti hanno inoltre attribuito al gruppo di Amato due episodi del febbraio 2005, quando in pieno conflitto i carabinieri intervennero a Licola in diversi appoggi logistici riferibili ai gruppi di fuoco degli Scissionisti. In quelle circostanze gli elementi raccolti si rivelarono insufficienti per sostenere l’accusa nella fase cautelare. Sono state inoltre accertate diverse estorsioni commesse in particolare da Pasquale Liccardo, che ha svolto un ruolo di primo piano per i clan egemoni della zona di Mugnano per oltre 30 anni.

I beni sequestrati superano i 5 milioni di euro. Sotto chiave sono finiti “La castro pesca snc” di Mugnano, due conti correnti, la “Italia salumi” ed alcune società di abbigliamento situate nel Napoletano. Tre conti correnti sono stati sequestrati a Montecarlo (su uno dei quali erano depositati oltre 3 milioni di euro) mentre, in Spagna, a Barcellona è stato disposto il sequestro per la società “La Mer vacanze immobiliare srl” ed a Malaga per alcuni terreni. Sono tutti bene, spiegano i pm, “direttamente riferibili all’Amato Raffaele, per un totale ampiamente superiore di 5 milioni di euro”.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©