Cronaca / Soldi

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Scafati, imprenditore in cella per bancarotta fraudolenta


Scafati, imprenditore in cella per bancarotta fraudolenta
06/06/2011, 11:06

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Scafati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un imprenditore di San Marzano sul Sarno (SA) ed hanno sottoposto a sequestro preventivo un’area industriale di ventimila metri quadri adibita a “Cash & Carry” all’ingrosso.

Le misure personali e reali sono state disposte dal G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, Dott. Ferrara, all’esito di un’attività d’indagine durata circa sei mesi e coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica - Dott. Russo.

Il sessantenne A.R., cui è stata contestata la bancarotta fraudolenta distrattiva aggravata, opera da anni nel settore della distribuzione alimentare, è già noto alla Guardia di Finanza per illeciti penali che nel 2008 lo avevano portato in carcere.

Le indagini hanno rivelato una serie di operazioni finanziarie e societarie simulate, realizzate dall’arrestato per sfuggire alle responsabilità fallimentari, addossandole su un prestanome, e proseguire - nel frattempo - indisturbato, nella gestione degli affari, con grave pregiudizio per i creditori di una delle sue società.

L’area sequestrata, infatti, era stata acquistata nel 2007 dallo spregiudicato imprenditore attraverso una complessa operazione finanziaria di lease-back da circa quattro milioni e mezzo di euro, tra capitale ed interessi, ed era divenuta sede della società “Sud Italia Cash S.r.l.”.

Quando poi iniziarono i problemi finanziari, l’uomo escogitò una serie di articolati atti, tutti preordinati, allo scopo di sottrarre beni ai creditori, e proseguire con essi le sue attività imprenditoriali.

In tale ottica, non è sfuggito agli investigatori un contratto di fitto d’azienda stipulato con la società “A.MI.CO. S.r.l.” quando lo stato d’insolvenza era ormai divenuto evidente, entità quest’ultima sempre amministrata da A.R.: con esso la “Sud Italia Cash” è stata svuotata di ogni bene e consistenza, a fronte di un canone di locazione di valore assolutamente vile di 1.000,00 euro mensili, divenendo di fatto solo una scatola vuota gravata di posizioni debitorie.

Al contratto è seguito nel gennaio 2010, in prossimità della dichiarazione di fallimento, lo spostamento della sede sociale presso un terraneo di Scafati con il chiaro intento di allontanare l’attenzione di eventuali organi fallimentari dalla sede operativa effettiva.

A febbraio 2010, poi, esattamente Il giorno successivo alla pronuncia della sentenza dichiarativa di fallimento, sfruttando il tempo occorrente per la trascrizione della stessa, l’indagato ha completato la prima fase del disegno criminoso trasferendo ad un prestanome le quote sociali della “Sud Italia Cash” per il loro mero valore nominale.

È seguita, infine, la cessione simulata delle quote della “A.MI.CO S.r.l.” ad altro prestanome, con cui l’arrestato ha realizzato l’obiettivo di rimanere imprenditore di fatto e del tutto occulto, continuando a gestire i propri affari nel complesso di ingente valore sottratto ai creditori.

Le attività investigative si sono avvalse anche di strumenti tecnici e riscontri testimoniali che hanno ulteriormente rafforzato il quadro probatorio offerto dalle evidenze dei documenti e dei contratti simulati; ed infatti l’imprenditore, ad ulteriore prova della sua personalità fraudolenta, aveva deciso di trarre ulteriori fonti di reddito occulto dalla gestione del complesso rimasto nelle sue mani, fittando un locale destinato a bar ad una malcapitata imprenditrice dell’area vesuviana, dalla quale era riuscito a farsi consegnare personalmente una caparra di 10.000,00 euro e 1.500,00 euro di fitto mensili, in forza di una scrittura privata, nella quale aveva fatto figurare quale locatrice una persona inesistente.

Le indagini confermano l’efficacia del dispositivo di tutela dell’economia predisposto dal Comando Provinciale di Salerno a presidio del corretto funzionamento del sistema economico e finanziario.

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di Redazione
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