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Scafati: Operazione “FAKE DOP”, sequestrate 30 tonnellate di conserve di pomodoro


Scafati: Operazione “FAKE DOP”, sequestrate 30 tonnellate di conserve di pomodoro
25/11/2011, 12:11

La Compagnia di Scafati ha effettuato ingenti sequestri di conserve di pomodoro presso i depositi di un’industria conserviera operante tra Angri (SA) e Sant’Antonio Abate (NA) e in alcuni esercizi commerciali al dettaglio dell’agro nocerino-sarnese per un totale di oltre 55.000 vasetti in vetro del peso complessivo netto di 30 tonnellate che, una volta messi in vendita, avrebbero fruttato oltre 150 mila euro.
La vasta operazione, ancora in corso, sta interessando la provincia di Salerno ed in particolare l’agro nocerino-sarnese, nonché alcuni comuni del napoletano e ha coinvolto una ditta di commercializzazione di prodotti alimentari e l’imprenditore titolare della stessa.
L’uomo effettuava l’acquisto delle conserve direttamente dall’industria produttrice di famiglia e provvedeva alla loro commercializzazione in territorio nazionale ed estero, sia attraverso canali di rappresentanza, sia su internet.
Per rendere più appetibile dal punto di vista commerciale il prodotto e per ottenere più lucrosi introiti, lo scaltro imprenditore non si è fatto scrupolo ad etichettare prodotti con il proprio marchio asseverandoli quali “San Marzano DOP”.
L’attività d’indagine è partita da un controllo in un esercizio commerciale al dettaglio nel corso del quale non sono sfuggiti all’occhio attento dei militari alcuni vasetti di conserve con l’indicazione “pomodoro San Marzano DOP”. A destare i primi sospetti è stata, in particolare, una data di scadenza eccessivamente differita rispetto a quella di produzione e rispetto alle normali prassi commerciali del settore.
È stato, pertanto, avviato un preliminare riscontro con l’”IS.ME.CERT. – Istituto Mediterraneo di Certificazione Agroalimentare”, organismo competente alla certificazione ed autorizzazione della “DOP” del pomodoro San Marzano, che ha permesso di rilevare che l’industria conserviera produttrice, che aveva ricevuto l’autorizzazione per la produzione di “San Marzano DOP” in una data diversa da quella riportata sui vasetti, non ne aveva prodotto nelle date riportate sui vasetti, che sono stati sequestrati.
I finanzieri hanno prontamente avviato la procedura per la ricostruzione della filiera commerciale ed hanno individuato, tanto l’azienda di commercializzazione, quanto l’industria produttrice, presso la quale sono stati rinvenute in deposito e sequestrate sia ulteriori conserve recanti la falsa dicitura “pomodoro San Marzano DOP”, sia conserve destinate al mercato estero con etichette riportanti la dicitura “il vero San Marzano”, idonea a creare confusione nel consumatore circa l’origine tutelata del prodotto, sia ancora, conserve prive del codice produttore-lotto produttivo, obbligatorio per legge ai fini della tracciabilità e pronte ad essere destinate ad operazioni di frode e contraffazione analoghe a quelle dei prodotti già etichettati e codificati quali San Marzano.
In ogni caso l’industria conserviera, amministrata dal padre dello spregiudicato imprenditore, è risultata estranea alle condotte delittuose di questi, in quanto autorizzata alla produzione di “San Marzano DOP”, regolarmente codificato, e venduto alla ditta di commercializzazione del figlio. Era quest’ultimo che provvedeva alle alterazioni su ulteriori partite di prodotto di qualità “ROMA”, in modo da incrementare il proprio giro d’affari, a danno degli inconsapevoli clienti.
Del resto il pomodoro San Marzano è sinonimo tanto in Italia, quanto e soprattutto all’estero, di particolare qualità alimentare e di ricercatezza, sicché è fortemente richiesto dai consumatori finali, ma soprattutto da ristoratori, che dell’uso di tale varietà di pomodoro fanno un elemento dimostrativo della propria particolare qualità. Tutto ciò incide inevitabilmente sul prezzo finale applicato ai consumatori che in Italia può agevolmente superare i tre euro a confezione, mentre all’estero, specie nei mercati nord americani, può superare l’equivalente al cambio di sei euro a vasetto, ne consegue che il disciplinare a tutela della DOP del pomodoro San Marzano è particolarmente rigoroso.
Sono ancora in corso sequestri in vari esercizi commerciali del salernitano già individuati quali clienti della ditta di commercializzazione, risultati all’oscuro della frode ed a loro volta vittime del meccanismo ideato dall’imprenditore.
I controlli verranno estesi anche agli altri clienti in territorio nazionale, al fine di impedire ulteriori danni ai consumatori.
L’operazione si incardina nell’intensificazione di controlli mirati al contrasto degli illeciti perpetrati a discapito di ignari cittadini da parte di imprenditori senza scrupoli e nell’innalzamento della soglia di attenzione a tali fenomeni criminali, voluta dal Comando Provinciale di Salerno, a testimonianza della sensibilità del Corpo verso delitti particolarmente odiosi e in costante ascesa.

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di Redazione
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