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Ma Berlusconi lo difende: "Non dimetterti"

Scajola e quei 900 mila euro in contanti


Scajola e quei 900 mila euro in contanti
30/04/2010, 11:04

ROMA - Sulla base delle testimonianze e dei documenti acquisiti dalla Procura di Perugia e contenuta nell'indagine sulla "cricca" che operava negli appalti del G8, è stata già smontata la menzogna di Scajola e le sue veementi proteste, verso coloro che l'avevano tirato in ballo a proposito dei 900 mila euro ricevuti da Diego Anemone, tramite l'architetto Angelo Zampolini, per comprarsi il suo appartamento con vista sul Colosseo.
Tutto inizia nel 2004, quando Scajola è stato appena reintegrato nel governo Berlusconi come Ministro per l'Attuazione del Programma, dopo essersi dovuto dimettere da Ministro dell'Interno per avere dato del "rompicoglioni" al cadavere di Marco Biagi. Cerca una nuova casa a Roma Scajola, e chiede ad Anemone di interessarsi; quest'ultimo delega Zampolini che, dopo un paio di proposte non accettate dal neo-Ministro, trova l'appartamento al numero 2 di via Fagutale. Il prezzo di vendita è di 1,7 milioni, ma vieen concordato un pagamento in diverse tranche: 200 mila euro in contanti, 900 mila in assegni circolari e 600 mila con un mutuo; ma nell'atto di rogito comparirà solo quest'ultimo. Ed è Anemone, in base a quanto riferito da Zampolini, a fornire la restante somma. Prima 200 mila euro in contanti, che le due sorelle Barbara e Beatrice Papa, venditrici dell'appartamento, si dividono. Poi i 900 mila euro, che Zampolini deposita alla Deutsche Bank e cambia in 80 assegni circolari. Un numero apparentemente troppo elevato, ma non è così. Infatti gli assegni circolari sono tutti di 12.500 euro, il limite massimo per non incappare nella norma che impone alle banche di segnalare gli assegni circolari troppo elevati. Ma la segnalazione al circuito interbancario e alla Guardia di Finanza c'è lo stesso, perchè il cassiere intravede una coseddetta "operazione di frazionamento" cioè l'perazione fatta per evitare la segnalazione. E questo crea una traccia, che poi rimane e porta i magistrati ad indagare. Gli assegni vengono consegnati alle sorelle Papa al momento del rogito da Scajola, insieme ad un altro assegno da 600 mila euro, frutto del mutuo presso l'Imi San Paolo che Scajola aveva acceso e che dal rogito risulta il prezzo reale dell'appartamento (il solito sistema che viene utilizzato per pagare meno tasse e che oggi è proibito per legge).
Giovedì c'è stato un faccia a faccia su questa vicenda tra Scajola e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per verificare l'ipotesi di dimissioni. Ma il premier, dall'alto della sua esperienza, ha subito saputo che consigli dargli: "Claudio devi andare avanti anche perché, se accettassi le tue dimissioni, ne uscirebbe indebolito il governo: daremmo un'immagine di sfaldamento proprio mentre siamo sotto l'attacco di Fini. Non se ne parla. Se la prendono con te per attaccare me, lo sai. Ma vedrai che tra una settimana si sgonfierà tutto, devi solo tenere duro finché non passa l'onda. Devi difenderti in maniera più dura, con il coltello tra i denti. Devi mostrarti agguerrito, senza paura. Solo così ne potrai uscire". Ma il sospetto che si avanza nel Pdl è che ci sia una sorta di regia, dietro queste notizie che escono da Perugia. Ed uno dei sospetti è la Lega, la quale pare abbia messo gli occhi su quella poltrona; anche per rifarsi della "perdita" del Ministero dell'Agricoltura andato a Galan, del Pdl) dopo che Zaia è stato eletto Presidente della Regione Veneto.
Adesso bisognerà vedere cosa altro si riuscirà a scoprire su questi intrecci non molto puliti. Ed eventualmente come agire, legge alla mano.

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di Antonio Rispoli
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