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L'ex ministro:"Presto per tornare in politica"

Scajola:"Vendo la casa e dò i soldi di Anemone in beneficenza"


Scajola:'Vendo la casa e dò i soldi di Anemone in beneficenza'
10/09/2010, 12:09

ROMA - "Ho dato mandato di vendere la casa di via Fagutale a Roma. Mi riprendo il mio prezzo e la differenza rispetto a quello che avevo versato, 900mila euro, so già a quali organizzazioni di beneficenza darla". Queste le dichiarazioni di un dimesso ma non del tutto sconfitto Claudio Scajola rilasciate durante un'intervista al Corriere della Sera.
L'ex ministro dello Sviluppo appare provato ma, al contempo, continua a voler proporre la teoria dell'inconsapevolezza e dell'ingenuità assolute:"Lo so che ho fatto la figura del... deficiente, ma era la pura verità".
E poi, prosegue Scajola "l'avviso di garanzia che mi doveva arrivare per riciclaggio da un momento all'altro, non mi è mai arrivato" e "nonostante i titoli scrivano sempre che la mia posizione si aggrava, non sono mai stato convocato. E ora sembra che Zampolini abbia detto che io non sapevo nulla".
Comunque, nonostante la sua assoluta innocenza presunta e più volte rivendicata con fanciullesco candore, l'ex ministro ammette che è "troppo presto per tornare il politica" e che, difatti, "ci vuole tempo, cerco di ritrovare il mio equilibrio. Ho sentito la morte dentro, ho preso un pugno fortissimo allo stomaco, non capendo da dove arrivava. Ora ho qualche sospetto". E riguardo la sua presenza a Palazzo Grazioli durante il vertice del Pdl dello scorso mercoledì? "Mi sembrava doveroso stare vicino al presidente in questo momento"; si è limitato a precisare.

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di Germano Milite
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