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Per il Pm Orsi, "una della vicende più gravi al mondo"

Scalata Bnl, chieste condanne per Fazio e Consorte


Scalata Bnl, chieste condanne per Fazio e Consorte
20/04/2011, 21:04

"Di vicende così gravi in giro per il mondo ce ne sono poche perchè si è trattato di una manipolazione di tipo sistemico. A mettere in piedi una cordata italiana raccogliticcia fu il governatore di Bankitalia. E la Banca d'Italia di Fazio non era un organismo di vigilanza ma uno dei giocatori in campo": lo dice il pm Luigi Orsi presentando il conto alla cosiddetta banda dei furbetti del quartierino per la fallita scalata di Unipol a Bnl nel 2005. Aggiotaggio, ostacolo agli organi di vigilanza, insider trading le accuse a vario titolo per 21 imputati e 6 società. Il termine "sistemico" viene usato dal magistrato perchè parallelamente ci fu un'altra scalata, quella ad Antonveneta. E anche lì c'era Fazio. Per Fazio c'era stata una richiesta di 3 anni in relazione ad Antonveneta. Adesso bisogna aggiungere 3 anni e 6 mesi con 700 mila euro di multa. Secondo Orsi "prima che si muovessero quelli che si sono mossi Fazio aveva già in testa tutto. La compagine è stata un accidente, ma il disegno c'era già. Fazio sapeva quello che doveva fare, il contrario del suo dovere. E' come se il ministro della Difesa dicesse ai soldati di sparare ai cittadini inermi". Insomma senza l'opera di chi avrebbe dovuto vigilare non sarebbe accaduto nulla. Per Giovanni Consorte la richiesta è di 4 anni e 7 mesi, 1 milione 200 mila euro di multa. Per il suo vice a Unipol, Ivano Sacchetti e per Carlo Cimbri allora direttore generale ora amministratore delegato 4 anni e 4 mesi, 1 milione 100 mila di multa. "Dopo anni di attese Consorte venne accettato in Bankitalia quando venne il tempo dell'allarme rosso" sono le parole del pm che sullo stesso piano degli uomini di Unipol mette l'editore Francesco Gaetano Caltagirone. "Tutti i contropattisti stavano alle sue spalle, nella sua scia. Per Caltagirone la richiesta è di 4 anni e 1 milione di multa. 3 anni di reclusione per il rappresentante dell'accusa deve essere la condanna di Stefano Ricucci. Le attenuanti generiche oltre che a Fazio il pm le riconosce a quello che era il suo numero due, il responsabile della vigilanza, Francesco Frasca, 2 anni e 4mesi, 500 mila euro di multa: "Frasca e Fazio si completavano, Frasca è un tecnico raffinatissimo ed è stato pure schietto, ha ribadito qui la sua visione medioevale della vigilanza dicendo che avrebbe rifatto tutto". Tre anni e 600 mila di multa per l'europarlamentare Udc Vito Bonsignore, che aveva una quota di Bnl, quello citato da Massimo D'Alema in una conversazione intercettata. Diceva D'Alema: "Intendiamoci se Bonsignore deve restare nel patto resta perchè gli ho dato una contropartita politica da un'altra parte". Si trattava di un patto occulto, ovviamente secondo l'accusa. D'Alema non fu indagato perchè il Parlamento di Strasburgo che si occupò del caso negò l'autorizzazione. Richiesta di assoluzione per il finanziere bresciano Emilio Gnutti (come per la sua finanziaria Hopa), per il presidente di Unipol Pierluigi Stefanini per Cooperativa Adriatica e per due manager di Deutsche Bank di Londra. Deutsche Bank invece deve essere condannata per responsabilità oggettiva secondo il pm al pari di Banca Carige, Popolare di Vicenza e Popolare di Romagna, tutte 600 mila euro di multa a testa. Deutsche Bank non si comportò in maniera chiara, ma per il pm non si è arrivati a individuare i responsabili. La banca però è giusto che sia sanzionata, dice l'accusa. Per Unipol la sanzione richiesta è di 975 mila euro. La sentenza arriverà prima dell'estate. E poi sarà una corsa contro il tempo perchè, al di là delle responsabilità delle persone giuridiche e delle società che non si prescrivono mai, i fatti andranno in scadenza a luglio dell'anno prossimo. Ci sarà un anno per celebrare tre gradi di giudizio e non sarà facile.

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di Valerio Esca
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