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Firmato un protocollo: niente più roghi pericolosi

Scampia, fumi tossici: accordo cittadini, associazioni e rom


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Scampia, fumi tossici: accordo cittadini, associazioni e rom
26/01/2010, 16:01

NAPOLI - In merito ai fumi tossici, che preoccupano tanti cittadini per i rischi alla salute, derivanti dalla
provocata combustione quasi quotidiana, dentro e fuori dai campi rom, di rifiuti speciali e non,
dovuti sia a materiali sversati illegalmente da cittadini di ogni zona della città, sia da probabili
traffici di smaltimento illecito degli stessi, un Comitato formato da cittadini, rappresentanti di
associazioni e dagli stessi Rom del campo spontaneo di Cupa Perillo, per spirito di responsabilità si è auto-convocato per un’ assunzione comune di responsabilità per monitorare, controllare e formulare proposte atte a scoraggiare la continuazione di questo increscioso fenomeno di roghi tossici Da tutte le parti coinvolte si è preso atto del danno alla salute degli stessi abitanti dei campi nomadi e dei cittadini del territorio derivanti da questi roghi, delle cause, tipologie e modalità del fenomeno, delle inadempienze da parte delle istituzioni e delle responsabilità di coloro che per vari 2 motivi alimentano questi roghi, delle iniziative e proposte da formulare per contribuire ad eliminare questi fumi tossici. A parte la constatazione che questi fumi sono alimentati da pochi soggetti, da sensibilizzare e nel caso sanzionare da parte delle legittime autorità, in una cornice più complessiva si è rilevato il degrado in cui per decenni sono stati abbandonati, per responsabilità comuni, gli abitanti di questi campi con numerose donne e bambini, per l’accumulo di immondizie ed inerti non
raccolti con continuità, per la mancanza di illuminazione di viali e spiazzi, di attrezzature di
videosorveglianza, per la scarsezza di acqua, e soprattutto di opportunità lavorative che in ogni caso non giustificano in alcun modo questi roghi tossici per ricavare materiali da rivendere. In questa visione complessiva, alla radice occorre eliminare da parte delle autorità competenti e delle componenti illuminate della società civile le condizioni di abbandono, degrado e invivibilità di questi campi che non onorano questa città per ragioni di promozione delle dignità umana dei nuclei rom e del beneficio reciproco che ne deriva.
In considerazione dell’urgenza di interventi per eliminare questi roghi dannosi per la salute
pubblica, dell’inerzia delle istituzioni, di iniziative di gruppi della società civile con la raccolta di
firme che non devono penalizzare nessuno, si è convenuto, da parte di tutti partecipanti al Comitato, per un azione comune di rom, cittadini e associazioni allo scopo di monitorare, controllare ed eliminare con convinzione e repressione i roghi incriminati.
A questo scopo sono state formulate alcune proposte, indirizzate sia alle istituzioni
responsabili, sia ai cittadini ed alle loro associazioni, con l’intento soprattutto di scoraggiare gli
sversamenti illegali di varia natura provenienti dall’esterno, oltre la l’attività incendiaria degli stessi.
1.Da parte dei Rom del campo di via Cupa Perillo, si chiede di convincere e aiutare coloro che
svolgono attività incendiare nel campo a mettere in pratica attività alternative che non provocano rischi per la loro ed altrui salute.
2.Da parte dell’ASIA si chiede la raccolta quotidiana delle immondizie e degli inerti che si
accumulano sia nel viale di accesso sia nelle strade che si ramificano nel campo, promuovendo anche la raccoltà differenziata dei rifiuti. E’ da segnalare un’ inderogabile bonifica complessiva del territorio richiesta da anni da cittadini ed associazioni per un beneficio reciproco nella quale i Rom vogliono dare il loro contributo fattivo.
3. Si chiede pure da parte dell’ASIA il completamento dei lavori per l’isola ecologica perché possa operare secondo le sue finalità.
4. Installare strumenti di video sorveglianza nel viale di accesso al campo per controllare l’accesso di coloro che sversano illegalmente materiali ma anche nei luoghi dove si attivano fuochi, in modo che si possano individuare e sanzionare nei modi previsti dalle leggi i responsabili. In mancanza di un intervento da parte delle amministrazioni pubbliche, i cittadini sono disposti a sopperire di loro iniziativa nelle modalità consentite alla installazione di strumenti di videosorveglianza.
5. Provvedere dalle amministrazioni competenti all’illuminazione delle strade di accesso e che
percorrono il campo, in modo da scoraggiare quelli che con il favore delle tenebre sversano
illegalmente.
6.Installare una centralina per verificare e tenere sotto controllo l’inquinamento ambientale, come già chiesto in calce alla denuncia alla Procura della Repubblica n. 5444/08 del 12/11/2008.
7. Su un piano preventivo si raccomandano iniziative di educazione ambientale per gli abitanti degli stessi campi al fine di una maggiore consapevolezza dei rischi per la salute propria ed altrui derivanti da questi roghi tossici.
8. Si invoca anche necessaria strategia repressiva per il controllo e sanzionamento a monte ed a valle da parte delle autorità di polizia del traffico di pneumatici per la loro eliminazione illegale, e degli sversamenti illegali di materiali vari.
Nella disponibilità dei componenti del Comitato a collaborare con l’Amministrazione
Comunale ed altri Enti preposti per la realizzazione delle proposte indicate, si chiede nel contempo l’attivazione delle risorse previste nel Piano di finanziamento per un Centro Polifunzionale a Scampia che include servizi igienico-sanitari, ammontanti a € 760.112,00 secondo la Deliberazione 3 n. 392 Reg. Campania pubblicata sul Burc 10/04/07 “Idee progetto per contrastare manifestazioni di disagio nelle periferie urbane”.
Da un’azione comune di cittadini, associazioni e rom per proposte concrete può derivare una
maggiore consapevolezza per la tutela della salute degli abitanti dei campi e dei cittadini, ed in
termini di civiltà collettiva che superi anguste visioni di bene comune.
Si invitano rom, singoli cittadini, gruppi ed associazioni a dare la loro adesione al documento
per azioni responsabili.

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di Nando Cirella
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