Cronaca / Nera

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Scampia, sequestro di 1 mln di beni a parenti di una delle prime vittime della faida


Scampia, sequestro di 1 mln di beni a parenti di una delle prime vittime della faida
17/09/2011, 09:09

Un’articolata proposta di sequestro beni, avanzata dal Questore di Napoli il 5 novembre del 2004, nei confronti di Domenico RICCIO, ha finalmente portato al sequestro di un patrimonio di 1 milione di euro.

Il sequestro operato è il primo nel suo genere, in quanto è stato eseguito nei confronti degli eredi di Domenico RICCIO, morto a 49 anni, solo 16 giorni dopo la proposta del Questore, durante la violenta faida scatenatasi nel quartiere Scampia tra gli “Scissionisti” ed i seguaci di DI LAURO – “Ciruzzo o milionario”.

Nell’ambito di una complessa attività di indagine, di natura patrimoniale, gli agenti della sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli, in data di ieri, ha definito l’esecuzione, iniziata il 04 agosto c.a. e proseguita il 07 c.m., del Decreto di Sequestro beni Reg. Decr. N. 32/2011 ”S”, emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della vigente normativa antimafia.

Il citato decreto di sequestro è stato emesso in accoglimento dell’articolata proposta del Questore, formulata a seguito di intensa e prolungata attività di indagine, fondata sugli elementi di fatto, contenuti nell’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa il 24.9.02 dal GIP del Tribunale di Napoli, nell’ambito del procedimento penale n.15636/94 di Abbinante Antonio ed altri, in cui si contestava a Riccio il reato di cui all’art. 648 bis c.p. ed art. 7 L. 203/91 per aver compiuto, in concorso con altre persone, in relazione ad una parte del denaro ricavato dalle attività delittuose poste in essere dall’organizzazione camorristica denominata “clan DI LAURO”, varie operazioni atte ad ostacolare l’identificazione della provenienza, cambiando assegni, compiendo operazioni bancarie per conto del clan, gestendo beni acquistati dall’organizzazione, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan di appartenenza ed avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p.

Con le disposizioni introdotte dal D.L. 92/08, convertito nella L. 125/08, ed in virtù della retroattività delle norme in materia di misure di prevenzione, in questa procedura trova riconoscimento l’ipotesi di applicazione disgiunta della misura patrimoniale nel caso di morte del proposto sopraggiunta nel corso del procedimento stesso, proseguendo nei confronti degli eredi del de cuius o comunque degli aventi causa.

In particolare, l’avvenuta morte del Riccio, non ha interrotto la prosecuzione del procedimento a suo carico, iniziato proprio con l’atto di deposito della proposta.

Nel corso dell’attività esecutiva sono stati sottoposti a sequestro i seguenti beni, intestati alla moglie ed ai figli del defunto proposto:

· Villetta sita in Baia Domitia (Ce) alla via Trimoletto parco Riva Serena;

· Appartamento sito in Napoli, alla via Gran Sasso edificio;

· Nr. 2 negozi siti in Napoli alla via Monte Rosa;

· Nr. 1 negozio sito in Melito di Napoli alla via Papa Giovanni XXIII.

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di Redazione
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