Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

"Non ho mai favorito nessuno" ma le prove lo inchiodano

Scandalo appalti, interrogato De Santis


Scandalo appalti, interrogato De Santis
07/03/2010, 12:03

ROMA - Circa due ore di interrogatorio durante le quali, il provveditore delle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, ha tentato di negare ogni ipotesi di losco coinvolgimento nello scandalo legato alla gestione degli appalti. In particolare, il Gip di Firenze, ha voluto ascoltare l'indagato sulla vicenda dei lavori per la scuola marescialli affidati alla Btp di Riccardo Fusi. A tal proposito De Santis ha risposto così:"Non ho mai favorito la Btp e non ho adottato alcun atto autoritativo affinchè l'impresa di Fusi riottenesse l'appalto per la scuola marescialli". Le dichiarazioni più importanti dell'interrogario svoltosi all'interno del carcere di Milano sono state riportate da Alfredo Gaito; uno dei legali dell'ingegnere e riportati su "Il Messaggero".
Gaito ha spiegato che il suo assistito "Ha risposto alle domande, ricostruendo con minuzia tecnica la vicenda della scuola marescialli e spiegando di aver lavorato per raggiungere una soluzione transattiva fra la Btp e il ministero, in modo da non far perdere soldi allo Stato, che aveva perso l'arbitrato". Negato, come intuibile, anche ogni legame con Piscicelli:"per quanto ne sappia De Santis - ha concluso difatti Gaito - Piscicelli non ha mai nemmeno messo piede alla Maddalena. Così come la Btp, che non ha avuto appalti". Ammessa invece la conoscenza dall'avvocato Cerruti e ed il suo indirizzamente verso Fusi. Il tutto però "senza che in questo ci fosse un interesse personale".

UNA FESTA DA 11 MILA EURO
Eppure, nelle mani della procura di Firenze, ci sono le prove di un ricevimento che De Santis organizzò in occasione della sua nomina a provveditore. La festa, organizzata in un prestigioso albergo fiorentino, costò 11 mila euro e vide la partecipazione di praticamente tutti gli imprenditori poi coinvolti nelle inchieste sugli appalti ( Diego Anemone, De Vito Piscicelli e Riccardo Fusi, oltre ad Angelo Balducci). Invitato ma grande assente fu Denis Verdini.
Secondo l'accusa, lo stesso Verdini, avrebbe fatto di tutto per rendere vincente la candidatura di De Santis proprio per l'interesse di far assicurare alla ditta Bdp di Fusi l'appalto per la scuola mareschialli. Per il gip, infatti, la nomina dell'ingegnere a provveditore delle opere pubbliche della Toscana, coincide con un "riconoscimento in suo favore per l'apporto che egli ha fornito, e continuerà a fornire, ai desiderata di Fusi, e, contemporaneamente, lo strumento per dare definitiva esecuzione al patto corruttivo" Come affermavano nel nostro precedente articolo, dunque, non ci sarebbero solo le "classiche" mazzette alla base dell'intero ed intricato sistema di corruzione ma, anche, quello di nomine ad hoc date come "premio" o "assicurazione" a personaggi ora tutti sotto inchiesta.
La difesa tenta probabilmente di temporeggiare sollevando una questione di competenza territoriale per quanto riguardo l'indagine in corso:"Ci siamo riservati - ha precisato infatti Gaito - di sollevare un'eccezione di competenza, che secondo noi non è della procura di Firenze ma di quella romana. Nelle contestazioni si parla di fatti avvenuti a Roma e Firenze. Bisogna capire quali siano i più gravi e quali siano avvenuti prima".
A difesa di Verdini si para invece il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che, riguardo le ipotesi della magistratura, chiosa:"È inaccettabile l'attacco a Denis Verdini fatto utilizzando per la quarta volta gli stessi materiali".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©

Correlati

07/03/2010, 13:03

Spaccio: un arresto a Scampia