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SCANDALO LIECHTESTEIN: 12 IMPUTATI, COINVOLTA NOTA COMMERCIALISTA NAPOLETANA


SCANDALO LIECHTESTEIN: 12 IMPUTATI, COINVOLTA NOTA COMMERCIALISTA NAPOLETANA
27/03/2008, 18:03

Il rinvio a giudizio di 12 imputati é stato chiesto dalla procura di Napoli nell'ambito di una inchiesta su una organizzazione dedita alle emissioni di false fatture per operazioni inesistenti per oltre 25 milioni di euro. Le accuse contestate vanno dall'associazione per delinquere, alle false fatturazioni, distruzione di scritture contabili, corruzione e riciclaggio. Nell'inchiesta è coinvolta anche la commercialista napoletana Stefania Tucci, alla quale secondo gli inquirenti farebbe capo l'attività illecita. Il nome della commercialista sarebbe emerso ieri anche nella vicenda dei conti bancari in Liechtestein. Il complesso giro - spiega in una nota il procuratore della Repubblica Giovadomenico Lepore - si articolava su una serie di società nazionali e estere con sedi in paesi offshore che fanno riferimento alla Tucci. Le società, a seconda delle esigenze illecite, emettevano o utilizzando documenti fiscali, attestando così prestazioni di servizio (per lo più consulenze e cessioni di merce) a favore di imprese nazionali. Operazioni che in realtà non sono mai avvenute. Chi utilizzava le false fatture aveva diversi scopi, come sottolineano gli inquirenti: frodare il fisco, mostrando costi aziendali mai sostenuti, nonché l'obiettivo per i titolari di aziende di assicurarsi somme occulte che rientravano "in nero" e in contanti in Italia attraverso "spalloni" incaricati da una fiduciaria svizzera. Somme utilizzate, secondo l'indagine avviata tre anni fa dalla Guardia di Finanza di San Giuseppe Vesuviano, anche per corrompere pubblici amministratori. Nell'ambito di un filone dell'inchiesta nei mesi scorsi emerse la vicenda della indebita percezione da parte della società Cosmofilm di oltre due milioni e mezzo di euro per il museo Man, nonché una indagine su casi di corruzione e e turbativa d'asta alla Regione Campania. Alcuni imputati sono accusati, tra l'altro, di aver distrutto documenti contabili la cui conservazione è obbligatoria.

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di Giancarlo Borriello
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