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SCARAMELLA, 4 ANNI MA NIENTE CARCERE, NE' ORA NE' POI


SCARAMELLA, 4 ANNI MA NIENTE CARCERE, NE' ORA NE' POI
14/02/2008, 13:02

E' stata emessa oggi dal gup Marco Patarnello la sentenza relativa a Mario Scaramella, già consulente della Commissione Mitrokhin accusato dalla procura di Roma di traffico di armi e di calunnia aggravata: quattro anni senza carcere per il provvedimento di indulto. Detenuto da 14 mesi, di cui gli ultimi ai domiciliari, Scaramella è tornato in libertà e, sostanzialmente, ha già chiuso i conti con la giustizia. L'imputato era presente in aula, ma non ha fatto dichiarazioni. Il pm Pietro Saviotti contestava a Scaramella, difeso dagli avvocati Sergio Rastrelli, Massimo Khrog e Gianluca Bucciero, il traffico di armi in relazione alla scoperta di due lanciagranate, prive di innesco, a bordo di un furgone fermato in provincia di Teramo. I due ordigni, indicò falsamente Scaramella, secondo l'accusa, in una denuncia depositata nel commissariato Dante di Napoli, dovevano essere utilizzati per un attentato ai danni suoi e dell'ex presidente della commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti. Scaramella aggiunse di avere appreso le notizie da fonti confidenziali russe, in particolare dall'ex colonnello delle Fsb Alexander Litvinenko, ucciso lo scorso anno da un cocktail radioattivo a base di polonio 210, in un locale di Londra. L'accusa di calunnia aggravata faceva invece riferimento a false circostanze attribuite da Scaramella ad Alexander Talik, ex ufficiale del Kgb indicato come ideatore dei falsi attentati, e ad Andrei Ganchev, già collaboratore dello stesso ex consulente della Mitrokhin. A Roma Scaramella è ancora sotto inchiesta per associazione a delinquere nell'ambito di un'inchiesta riguardante una serie di presunte truffe, circa un milione di euro, ai danni del Parco nazionale del Vesuvio. I difensori dell'indagato sarebbero intenzionati a sollecitare un allargamento del patteggiamento di oggi anche a quei fatti. In caso di accoglimento la pena, in continuazione a quella decisa oggi, porterebbe a una condanna complessiva di circa quattro anni e quattro mesi e 20 giorni di reclusione. Anche l'eventuale estensione della pena rientrerebbe nell'indulto.

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di Redazione
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