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SCAVI ARCHEOLOGICI NEL DEGRADO A VELIA


SCAVI ARCHEOLOGICI NEL DEGRADO A VELIA
31/12/2008, 13:12

 

Sporcizia, abbandono, nessuna struttura per i disabili: si presenta così uno dei siti archeologici più importati del Mezzogiorno, patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Gli scavi di Elea-Velia sono bloccati da tempo, l’erbacce sono dovunque nelle insulae del quartiere meridionale e nelle terme, la suggestiva Porta Rosa è chiusa da due anni per caduta massi e gli spazi espositivi dell’acropoli sono interdetti perché le teche sono state danneggiate. Ecco il vero volto quotidiano di Velia, l'antica città della Magna Grecia, simbolo della nostra cultura nel mondo, come appare un giorno qualsiasi a un anonimo visitatore. E' un Grand Tour nell' abbandono. Una realtà che cancella l’aurea ufficialità dei mille progetti ministeriali annunciati negli anni, delle ricche sponsorizzazioni promesse e mai viste. A grave rischio anche la Porta Rosa, il prestigioso monumento civile della Magna Grecia che comprende l’unico arco greco di età classica che ci sia pervenuto in perfetto stato di conservazione. L’arco dovrebbe essere precluso al pubblico in attesa che sulla collinetta venga fatta un’opera di contenimento. Ma i turisti spesso scavalcano lo sbarramento. Controlli? Neanche l’ombra. Servono 350mila euro per la messa in sicurezza. Ministero e Regione sono stati sollecitati ma tutto tace. E Velia, uno dei più grossi attrattori del Cilento continua a fare appena 31 mila ingressi l’anno; contando su circa 30 liceali volenterosi dello scientifico di Vallo della Lucania che fanno da guide durante l’estate. L’ultimo sos arriva dal consigliere comunale di Ascea Pasquale D’Angiolillo, che nell’ultima settimana ha  avviato una campagna di sensibilizzazione su facebook. Lo stesso ha protocollato martedì mattina una proposta di ordine del giorno per far sì che l’amministrazione di Ascea si faccia parte attiva con il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Campania per rimuovere “il degrado, l’abbandono e l’assoluta carenza di attività di manutenzione del Parco archeologico di Elea-Velia”. Per D’Angiolillo, la “gravissima condizione di degrado” è in contraddizione col lavoro svolto in passato per valorizzare il parco archeologico divenuto da alcuni anni Patrimonio dell’Unesco. “La direzione dell’area archeologica – spiega il consigliere comunale – ha cercato di affrontare il problema ma senza aver alcun risultato utile, né ho avuto riscontro dall’assessore regionale Claudio Velardi che aveva assicurato un interessamento”. Nella proposta inviata al consiglio Comunale è stato sollecitato l’adozione dei provvedimenti risolutivi, tra cui un incremento dei programmi di spesa e la sottoscrizione di un accordo di programma ad hoc tra Comune, Parco, Provincia ed altri Enti.

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di Vincenzo Rubano
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