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Scenari gravi provenienti dalla Stampa.


Scenari gravi provenienti dalla Stampa.
09/10/2009, 14:10

 

SCENARI  RISCHIOSI E AVVENTATEZZA DI IPOTESI GIORNALISTICHE

di Raffaele Pirozzi e Ettore Combattente


 

Il dibattito politico italiano è assorbito per intero sugli scenari della eventuale sentenza della Corte Costituzionale  sul Lodo Alfano  e dagli effetti della sentenza  in sede  civile di condanna  della Mediaset  di Berlusconi per 750 milioni di euro per  danni  a De Benedetti. La stampa  italiana si  caratterizza sempre più come giornalismo di scenari, in cui si mischiano fatti e supposizioni non suffragati da fatti, e questo mi fa ricordare le grandi rappresentazioni della sinistra durante la guerra fredda che nascondevano i problemi concreti del Paese e l’assenza di una proposta di politica di governo di alternativa democratica alla DC e attizzavano la divisione del Paese, mentre alimentavano le speranza degli elettori del PCI di qualche evento mondiale che  capovolgesse lo scenario  della guerra fredda  a favore del socialismo reale. Mi dispiace cha anche qualche quotidiano  attento e responsabile sulla politica italiana si sia messo  sul terreno delle ipotesi: che cosa succede se un tribunale fa una certa sentenza? Quale  Day after?

Seguendo quegli scenari  da più parti  prospettati  verrebbe da aggiungere: ma ci si rende conto che elezioni politiche anticipate  conseguente ad un apertura di procedimento  verso il Presidente del Consiglio aprirebbe davvero uno scenario  drammatico di  crisi  delle istituzione e della separazione dei poteri  con una   opposizione tra magistratura e la maggioranza dell'elettorato. La politica  dovrebbe mantenersi al di fuori delle controversie  giudiziarie e lasciare al loro corso le iniziative della magistratura. In questo ha senso il lodo Alfano che  sottrae le maggiori cariche istituzionale durante  il mandato da processi penali  per reati commessi al di fuori della loro funzione si rivela come una misura  saggia che salva il Paese da un evento destabilizzante.
Noi non abbiamo un bipolarismo tenue, sostenuto da condivisione di valori, e che viva di alternative di programmi politici, come auspica da sempre il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Esiste una contrapposizione dura tra due schieramenti, uno dei quali ha avuto un grande consenso elettorale ed è legittimato a governare e lo può fare a prescindere delle sentenze della magistratura.
Il Presidente del Consiglio, se ha problemi di conflitto d’interessi non consono ad una democrazia politica e se si espone a giudizi morali da parte del cittadino elettore,  è principalmente un problema di chi l’ha votato e di chi rappresenta  quei voti al parlamento, di un Partito, il PdL, che , penso, si debba preoccupare di tenere unito un corpo elettorale così vasto e così variegato sul piano sociale  ed economico.
L’opposizione  deve essere forza di governo alternativa e deve assumersi il carico di un raffreddamento dello scontro e spostare l’attenzione del paese su un programma e su politiche che abbiano alcune priorità  di valori  che mobilitino il Paese, unisca le forze sociali incalzi le istituzioni e dia agli elettori tutti risposte più convincenti e più affidabili ai problemi del Paese.

A quel punto la palla passerebbe al  Pdl  sulle garanzie democratiche, e questo ha rilievo sul sistema democratico, sul bipolarismo  e sul giudizio degli elettori quando saranno chiamati a votare.
Poi chi vivrà vedrà.


 

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di Raffaele Pirozzi
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