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Un barista aveva segnalato il pericolo

Schiacciata da albero, recuperata telefonata d’allarme

Si complica la posizione del Comune

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Schiacciata da albero, recuperata telefonata d’allarme
13/06/2013, 14:02

NAPOLI – Si complica la posizione del Comune di Napoli in merito alla vicenda dell’albero caduto a Via Aniello Falcone che ha causato la morte di Cristina Alongi, la 44enne che si trovava a passare di li per caso e che è rimasta schiacciata nella sua auto. Se ricordate all’indomani della vicenda Palazzo S. Giacomo si tirò subito fuori dalle responsabilità asserendo di avere le carte apposto in merito alla manutenzione degli alberi, ed in particolare proprio di quella zona collinare, per la quale le operazioni di potatura erano state eseguite da poco. Ma non è proprio così: infatti sono le indagine dei Carabinieri che fanno emergere dei retroscena inquietanti. Pochi giorni prima del crollo del pino ci fu una segnalazione di allarme ad opera del titolare di un bar a poca distanza dal luogo dell'incidente. La circostanza è stata puntualmente accertata dagli uomini dell’arma che stanno svolgendo le indagini su delega del pm Giovanni Corona. Gli investigatori hanno recuperato la registrazione fonica, con annotazione di giorno e ora, della telefonata fatta dal commerciante ai vigili del fuoco e di quella che i vigili, a loro volta, fecero al Comune di Napoli. Ovviamente si resta sgomenti se si pensa che la tragedia poteva essere evitata, solo se chi era preposto a fare il proprio dovere l’avesse fatto effettivamente. Le registrazioni foniche recuperate dai carabinieri hanno una valenza enorme nell’individuazione delle responsabilità che, a questo punto, pesano come un macigno sul Municipio partenopeo e sull’ufficio preposto. I carabinieri intanto completeranno a breve l'identificazione dei dipendenti del servizio Ambiente del Comune di Napoli, diretto da Giuseppe Pulli, che hanno eseguito gli ultimi interventi di potatura dei giardinetti e i più recenti sopralluoghi. L'ultimo intervento in ordine di tempo risalerebbe al 2010, ma la circostanza non è stata al momento definita con chiarezza: a tale scopo deve essere esaminata con attenzione tutta la documentazione acquisita dagli investigatori presso il servizio Ambiente di Palazzo San Giacomo. Una volta definito l'elenco, dovrebbero essere individuate dal pm le persone da iscrivere sul registro degli indagati e alle quali inviare informazioni di garanzia per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Gli stessi avvisi di garanzia saranno inviati anche agli addetti che ricevettero la segnalazione d’allarme.

 

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di Rosario Lavorgna
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