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Il padre: “ucciso dall’asta sparaneve”

Sciatore morto sulla pista di Ovindoli.La denuncia del padre


Sciatore morto sulla pista di Ovindoli.La denuncia del padre
01/02/2012, 18:02

OVINDOLI (Abruzzo) – L’asta sparaneve che nove giorni fa ha causato la morte di un giovane sciatore romano sulla pista di Ovindoli, non era in sicurezza. È questa la denuncia di Giuliano Sigismondi, il papà del 22enne che – due domeniche fa – è morto in un tragico incidente. A  corredare questa denuncia sono state scattate – il giorno dopo l’incidente-  anche alcune fotografie che dimostrano come l'asta sparaneve fosse in sicurezza solo nella parte centrale, ma non alla base. Un problema che - come documentano le foto - riguarderebbe sia l'asta sotto accusa, ma anche le altre presenti nello stesso impianto sciistico.
Ed è proprio contro la base che – come sostiene il padre di Edoardo -  il ragazzo sarebbe andato a sbattere perdendo la vita. Il giovane sulle piste avrebbe perso il controllo degli sci e sarebbe scivolato andando a urtare con la testa contro la parte inferiore dell'asta. L'autopsia (disposta dalla procura di Avezzano) racconta di una morte avvenuta in seguito a un violento trauma cranico con frattura delle prime vertebre cervicali.
“Sono stato sul posto - spiega il signor Sigismondi - e tutti i cannoni sono composti da un tubo di acciaio di circa quindici centimetri di diametro, ancorato a una base dello stesso materiale, tramite quattro alette taglienti che fungono da rinforzi. Inoltre sul fusto ci sono degli altri spuntoni. Un materassino di alcuni centimetri è posizionato a copertura solo della parte anteriore, lasciando scoperta la base. Mio figlio è caduto al termine della pista denominata Settebello ed è scivolato in velocità infilando la testa sotto il materassino di protezione. Il suo amico testimone oculare che lo stava attendendo in prossimità del cannone dice che forse andava a 30 chilometri all'ora".
Ora, la Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta e l’asta sparaneve sarebbe stata sequestrata. Sotto accusa, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti ci sarebbe però anche il comportamento del giovane. Il ragazzo era senza casco e si muoveva a velocità elevata.

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di Erika Noschese
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