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Poche catene aperte a Milano

Sciopero contro shopping natalizio, ma vince la crisi

I sindacati: "Ascoltati i nostri appelli"

Sciopero contro shopping natalizio, ma vince la crisi
26/12/2012, 19:51

MILANO - Più che lo sciopero ha vinto la crisi. Sono stati pochi i negozi, i supermercati e i centri commerciali che hanno preso al volo l'opportunità di tenere aperto anche a Natale e Santo Stefano, offerta dalla sentenza della Corte Costituzionale alcuni giorni fa. “La maggior parte della catene commerciali ha capito che non è proprio il momento - dice Maria Carla Rossi della Filcams Cgil - fosse stato un periodo di vacche grasse si poteva anche sperare di recuperare nelle vendite ma così”. Per Milano e Lombardia il sindacato dei lavoratori del commercio e del turismo, aveva proclamato uno sciopero per ieri, oggi e anche per Capodanno. All'insegna dello slogan “La festa si vive e non si vende” aveva inoltre rivolto un appello ai commercianti, ricordando che tutti hanno il diritto di avere una pausa di tranquillità e serenità. Appello o non appello i negozianti che gestiscono la loro attività in modo famigliare non hanno avuto alcuna esitazione. Nessuno ha tenuto aperto né ieri né oggi. Diverso il discorso per le catene commerciali. Ieri hanno lavorato fino alle 13 tutti i supermercati della catena Billa e qualcuno dell' Unes. Oggi hanno tenuto aperto la catena Il gigante e poche altre. “E’ ovvio che le catene, avendo tanti dipendenti, ne troveranno sempre qualcuno disposto e quindi possono tenere aperto - spiega Rossi - Ci risulta però che in alcune sedi qualcuno di quelli in turno si è messo in sciopero”. “Noi comunque siamo soddisfatti e non solo perché è stato accolto il nostro appello - continua - abbiamo visto che anche l'opinione pubblica è dalla nostra parte, capiscono i nostri motivi e non sentono quella necessità di fare acquisti tutti i giorni come crede qualcuno”. Ma poi è soprattutto la crisi che ha guidato tante scelte. “Le catene commerciali hanno compreso che non avrebbero certo recuperato a Natale e Santo Stefano le mancate vendite dei giorni scorsi - afferma ancora la segretaria Filcams Cgil di Milano e Lombardia -. E' un periodo di vacche magre, e la logica che ha prevalso è stata quella che tenendo aperto avrebbero avuto solo più spese oltre ad inasprire i rapporti con i lavoratori''. A Capodanno ci sarà la terza sfida. Anche il primo gennaio è stato proclamato lo sciopero contro l'apertura festiva. “Sarà come ieri e oggi, da quel che ci risulta nei supermercati o centri commerciali aperti c'era poca gente e ancora meno gente che comprava - afferma la sindacalista della Filcams - lo abbiamo già sperimentato con le aperture domenicali: i risultati tanto sbandierati non si sono ancora visti”.

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di Valerio Esca
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