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Le due classi sono di un liceo bergamasco

Scolaresca in gita al cantiere No Tav si accende la polemica

Esposito del Pd: "Fatto sconcertante"

Scolaresca in gita al cantiere No Tav si accende la polemica
27/12/2011, 19:12

TORINO - In gita scolastica davanti alle reti che circondano il futuro cantiere del Tav, fra le montagne della Valle di Susa, come se il «fortino» presidiato dalla polizia e dagli alpini fosse un museo o una città d'arte. Due classi di un liceo, il “Lorenzo Federici” di Trescore Balneario (Bergamo), sono salite a Chiomonte (Torino) il 23 dicembre, e hanno visitato i luoghi che da almeno un anno rimbalzano agli onori delle cronache per le ripetute dimostrazioni dei No Tav scandite da sassaiole, lacrimogeni, manganellate, conteggi di feriti e di arrestati. L'iniziativa ha fatto infuriare Stefano Esposito, un deputato del Pd che è un convinto sostenitore della ferrovia ad alta velocità Torino-Lione: il parlamentare ha scritto al ministro della pubblica istruzione, Francesco Profumo, dicendo che si tratta di un «fatto sconcertante». La missiva è indirizzata anche al preside del Federici e al direttore generale dell'ufficio scolastico del Piemonte. Ad accompagnare i ragazzi c'erano due insegnanti di religione, che sono stati identificati - ma non denunciati formalmente, precisano alla Questura di Torino - dalle forze dell'ordine presenti sul posto. I boschi di Chiomonte e Giaglione, le due località su cui ricade il cantiere, vengono sovente interdetti al transito da ordinanze della Prefettura ma, in ogni caso, a poche decine di metri dalle recinzioni sorge una costruzione, la baita Clarea, che è diventata il simbolo del movimento No Tav e che è continuamente gremita di attivisti. Gli studenti, debitamente abbigliati da gita in montagna, hanno compiuto una vera e propria visita guidata fin davanti alle recinzioni, in compagnia di un gruppo di militanti e di un cicerone che - sottolinea il deputato Esposito - è un consigliere comunale di un paese della Valle di Susa «pluridenunciato per atti illegali commessi contro il cantiere». «A sconcertare - dice il deputato, che ha un curriculum di polemiche e scontri verbali con gli attivisti - non è il fatto che militanti No Tav mettano a disposizione anche delle scolaresche il loro zelo missionario, ma che possa essere promossa e autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati. È stata una grave strumentalizzazione». «Su, calmati» è la risposta che arriva da uno dei siti del movimento: «Sei sempre agitato, di questo passo ti arriverà uno schioppone». 

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di Valerio Esca
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