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Scommesse-reality show, in Italia un binomio da flop


Scommesse-reality show, in Italia un binomio da flop
27/04/2011, 15:04

ROMA - Incollati alla tv per nomination ed eliminazioni, ma poco interessati a mettere in pratica la "sapienza" televisiva con le scommesse. Il pubblico dei reality è ancora numeroso (quasi 5 milioni di spettatori per la finale dell’Isola dei Famosi e oltre 6 milioni per quella del Grande Fratello 11) ma forse per una questione di costume non ama giocare sui propri beniamini. Se si parla di novelty bets (le scommesse, per l’appunto, sul "costume") la mente vola subito all’Inghilterra, dove invece la tradizione è fortissima: dalle nozze reali alle gaffe del premier di turno, passando per reality e talent show. Su questi ultimi si gioca anche in Italia, ma il risultato rispetto ai cugini inglesi è impietoso. Basti pensare al fatto che nel 2010 la raccolta complessiva sui reality show (distribuita presso tutti gli operatori di scommesse italiani) è arrivata a soli 21 mila euro, un flop clamoroso che quest’anno, come si legge su Agipronews, ha indotto i bookmaker a non aprire (o a chiudere dopo pochi giorni) le giocate, mentre in alcuni casi (come per il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi) il palinsesto dei Monopoli di Stato li ha esclusi a monte.

Non va meglio nemmeno il Festival di Sanremo - la manifestazione più giocata fra le scommesse extrasportive in Italia - visto che per l’ultima edizione i Monopoli hanno registrato un volume di gioco pari a 269 mila euro, in calo del 9,4% rispetto al 2010. Un disastro, facendo il confronto con quanto avviene in Inghilterra. Per la serata finale di X-Factor, il solo bookmaker William Hill, secondo quanto riportato da Agipronews, ha accettato scommesse per un valore superiore al milione di sterline, circa 1,2 milioni di euro, e identica sorte è toccata alla puntata conclusiva dell’"Ultimate Big Brother", la versione inglese del Grande Fratello. Che gli inglesi prendano sul serio le scommesse su questi eventi si intuisce anche dall’importo delle giocate: "Strictly Come Dancing", l’equivalente del nostro "Ballando con le Stelle", ha ricevuto singole scommesse di valore superiore anche alle 3 mila sterline, dieci volte quanto incassato dalle giocate sul Festival di Venezia 2010 - altra scommessa snobbata dagli scommettitori nostrani - che ha chiuso il bilancio con giocate per appena 308 euro.

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di Redazione
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