Cronaca / Giudiziaria

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Fu condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

Scontata la pena, Bruno Contrada torna libero

"Rifarei tutte le cose che ho fatto e non mi pento di nulla"

Scontata la pena, Bruno Contrada torna libero
11/10/2012, 11:27

PALERMO - Torna in libertà Bruno Contrada, ex funzionario del Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) dopo aver scontato una pena definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. "Il provvedimento del magistrato di sorveglianza è stato trasmesso alla Procura generale che oggi emetterà l'ordine di scarcerazione per Bruno Contrada. Ma non credo che avverrà prima del primo pomeriggio" ha detto il suo avvocato, Giuseppe Lipera, aggiungendo con toni meno formali: "Il parto avverrà in giornata". Bruno Contrada è stato condannato a 10 anni il 25 febbraio 2006, dopo essere stato assolto dalla Corte di appello il 4 maggio 2001. Ha poi usufruito dei benefici di legge, per buona condotta e a luglio 2008 il magistrato di sorveglianza di Palermo gli ha concesso la proroga sull'applicazione della pena accessoria di libertà vigilata, dal momento che era ai domiciliari nella sua abitazione di Palermo per il grave stato di salute in cui si trovava.
E' terminata la pena, ma le parole non sono affatto concilianti: "Rifarei tutte le cose che ho fatto e non mi pento di nulla". E' quanto aveva detto Bruno Contrada nei giorni scorsi. Fu arrestato per la prima volta il 24 dicembre 1992 e detenuto in carcere fino al 31 luglio 1995. Dal 10 maggio 2007 al 24 luglio 2008 è stato nel carcere militare a Santa Maria Capua Vetere, mentre dal 24 luglio 2008 era agli arresti domiciliari. Lo scorso mese di giugno la Cassazione aveva rigettato la richiesta di revisione del processo, presentata dal suo avvocato. Già lo scorso 8 novembre la Corte d'assise d'appello di Caltanissetta aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione del processo. Ad accusare il numero tre del Sisde sono stati in passato diversi collaboratori di giustizia, tra cui Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Salvatore Concemi e Giuseppe Marchese.
Il nome di Bruno Contrada fu associato alla strage di via d'Amelio, dove morì in un attentato il giudice Paolo Borsellino, che in quel periodo indagava sui collegamenti tra mafia e Stato. Bruno Contrada entrò in polizia nel 1958, nel 1973 gli venne affidata la direzione della Squadra mobile di Palermo, diventò investigatore di punta dell'antimafia, poi dirigente della Criminalpol, capo di gabinetto dell'Alto commissariato antimafia e infine funzionario del Sisde. Arrestato nel 1992 per concorso esterno in associazione mafiosa, fu accusato da 'pentiti' di passare informazioni a Cosa nostra e di avere consentito la fuga di pericolosi latitanti, come Totò Riina, ricevendo la copertura di non identificati vertici istituzionali. In tutti gli anni in cui ha scontato la pena, Contrada non ha smesso di ripetere: "Si accerterà e proverà che ho servito fedelmente lo Stato e le sue istituzioni. Ma probabilmente quel giorno lo vedranno i miei figli e nipoti. Chi combatte la mafia, rischia il fango".

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di Emanuele De Lucia
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