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A sostenerlo alcuni manifestanti. Maroni: "Linea dura"

Scontri a Terzigno, è polemica: "La polizia utilizza gas Cs"


Scontri a Terzigno, è polemica: 'La polizia utilizza gas Cs'
25/10/2010, 12:10

TERZIGNO – Si chiama orto-clorobenziliden-malononitrile, ma è meglio noto come gas Cs. Si tratta di una sostanza sperimentata nel 1958 dall'esercito britannico nella guerra di Cipro e che fino a qualche anno fa è stata utilizzata per caricare i bossoli dei lacrimogeni in uso alle forze dell’ordine. Un gas venefico illegale, messo al bando dalla convenzione di Ginevra, di cui ancora non si conoscono pienamente gli effetti a lungo termine, ma su cui gli scienziati hanno mostrato perplessità per i danni che provoca ai polmoni, al cuore e al fegato. L’esposizione frequente a questo tipo di sostanza tossica, scriveva il 28 settembre del 2000 in un dossier il professore di Tossicologia dell’università di Hannover, Uwe Heinrich, “può provocare effetti letali”.
Il suo utilizzo al G8 di Genova da parte delle forze di polizia fece molto discutere. Ed in questi giorni la storia si starebbe ripetendo durante le proteste anti-discarica a Terzigno.
Nelle notti di scontri per le strade dei comuni vesuviani polizia e carabinieri avrebbero utilizzato questo potente gas per disperdere i riottosi: a testimoniarlo ci sono alcune foto che in queste ore stanno circolando sul web. Immagini che raffigurano un bossolo su cui si legge a chiare lettere: “Artifizio da 40 MM Mod. Folarm scomponibile per lanciatore a caricamento. Lacrimogeno al Cs, lotto 2-Simad-07”. Tutto da verificare, naturalmente.
Quel che è certo, è che la concentrazione nell’aria dei gas – come ricordano coloro che hanno pubblicato le foto – è evidente persino ad occhio nudo: fino alle prime ore della mattina la nebbia che avvolge le strade di Terzigno e Boscoreale è il frutto dei lanci continui di lacrimogeni e petardi che vengono utilizzati da polizia e manifestanti. Gli uomini in divisa finora hanno avuto il solo compito di disperdere la folla ed impedire che la rotonda Panoramica venisse assediata dalla frangia più estrema dei dimostranti, giustificando così l’uso massiccio dei lacrimogeni.
Ma c’è anche chi sostiene che finora l’azione repressiva degli uomini in divisa è stata troppo morbida. Nelle prossime ore, qualora dovessero verificarsi ancora scontri, si passerà alla linea dura. A sostenerlo è stato lo stesso ministro Roberto Maroni, il quale ha dichiarato che nei paesi ai piedi del Vesuvio è necessario “intervenire in modo più duro”. “Ci sono stati atti di vera e propria violenza nei confronti delle forze dell'ordine e questo non è più accettabile: per cui faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessaria la forza” chiosa il titolare del dicastero dell’Interno.

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di Davide Gambardella
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